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Canicattì, rubano un’auto: uno viene arrestato l’altro denunciato

Ha rotto il vetro posteriore, e dopo avere forzato il blocco sterzo, e manomesso il circuito elettrico, ha rubato un’autovettura, Lancia Y. Con l’accusa di furto aggravato in concorso un trentaduenne di Canicattì, Filippo Cutaia, è stato arrestato dai carabinieri della Radiomobile della Compagnia di Canicattì, e dai poliziotti del locale commissariato. Le forze dell’ordine sono riuscite a sorprendere sul fatto il trentaduenne, e un altro uomo, nei cui confronti si procede separatamente. L’arresto di Cutaia, difeso dall’avvocato Calogero Lo Giudice, è stato già convalidato dal Gip del Tribunale di Agrigento, che a carico dell’indagato ha disposto la misura cautelare del divieto di dimora a Canicattì.

L’arresto è stato effettuato, dai militari dell’Arma, nella notte fra giovedì e venerdì, mentre le pattuglie erano impegnate nei servizi di controllo del territorio, resi ancora più stringenti dalla necessità di contenere la diffusione della pandemia. Un sottufficiale dell’Arma, libero dal servizio, ha notato che in via Livatino, nel pieno centro abitato di Canicattì, una vettura di grossa cilindrata, modello Alfa Romeo, con alla guida un uomo, stava spingendo una Lancia Y, guidata da proprio dall’arrestato. Il carabiniere, nonostante fosse da solo, ha deciso di intervenire, e qualificandosi, ha tentato di fermare quello strano “convoglio”, ma le due auto dopo aver accelerato, sono riuscite a guadagnare la fuga.

Il militare è riuscito a raggiungere una delle due vetture, fermando da solo il conducente, mentre gli agenti della polizia di Stato, accorsi in aiuto, hanno rintracciato la seconda automobile, il cui occupante, nel disperato tentativo di sottrarsi alle ricerche, si era rifugiato fin sui tetti di un’abitazione, della via Monti, ma è stato scovato e fermato. Condotti in Caserma, i fermati sono stati identificati in due noti pregiudicati di Canicattì. Cutaia è stato dichiarato in arresto, mentre per l’altro soggetto – nei confronti del quale, durante l’ultima mese, il Commissariato di Canicattì aveva già proceduto a ben 5 denunce per reati contro il patrimonio – è scattata la denuncia per il concorso nel furto aggravato dell’auto, e per resistenza e minacce rivolte a Pubblico ufficiale.

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