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Era accusato di rapina all’interno di un locale, assolto agrigentino

Con la formula “perché il fatto non sussiste”, il giudice monocratico Antonio Genna, ha assolto Giovanni Alaimo, sessantenne, di Agrigento, accusato di rapina. Accolta la tesi del legale difensore, l’avvocato Fabio Inglima Modica. Il pubblico ministero, Roberto Gambina, al termine della sua requisitoria, aveva chiesto la condanna a due anni e quattro mesi di reclusione.

La vicenda risaliva al 22 dicembre del 2013. L’imputato era accusato di essersi impossessato di un borsello, dopo avere colpito con una testata al capo la vittima, un quarantenne agrigentino. Alaimo, all’epoca del fatto, mentre stava percorrendo il viale della Vittoria, per andare a recuperare la propria automobile, da poco riverniciata, ha visto sul tetto delle bottiglie di vetro, e alcune lattine, collocate da alcuni giovani di un vicino locale.

Quindi è entrato all’interno dell’attività lavorativa per chiedere chi fosse stato, o comunque per rimproverare i responsabili. All’improvviso sarebbe stato spinto, e nella caduta a terra, ha travolto il quarantenne. Quest’ultimo rialzatosi non ha trovato più il borsello, e nella denuncia ha indicato nel sessantenne, quale autore del fattaccio, aggiungendo di essere stato aggredito.

Uno dei soggetti presenti, successivamente sentito dai carabinieri, ha raccontato di avere accompagnato l’imputato alla propria macchina, ma con sé di non avere alcun borsello.

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