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Omicidio Carità, ravanusano condannato a 30 anni di carcere

I giudici della Corte di Appello di Palermo, hanno inflitto 30 anni di carcere a Orazio Rosario Cavallaro, 62 anni, di Ravanusa,  ritenuto l’autore materiale dell’omicidio del bracciante agricolo Angelo Carità, 61 anni, di Licata, avvenuto il 2 aprile del 2018, nel giorno di Pasquetta, nei pressi della sua casa di campagna. La condanna è stata ridotta. In primo grado il Gup del Tribunale di Agrigento, Luisa Turco, al termine del processo celebrato con il rito abbreviato, aveva condannato l’imputato alla pena dell’ergastolo. Stessa richiesta di carcere a vita era stata avanzata, al termine della requisitoria, dal pubblico ministero Chiara Bisso.

Cavallaro dovrà risarcire anche i familiari della vittima, che si sono costituiti parte civile con l’assistenza degli avvocati Antonino e Vincenza Gaziano, e Salvatore Manganello. Ancora oggi il mandante dell’omicidio non è stato individuato, per questo motivo l’inchiesta, non può essere considerata conclusa. La pista più accreditata porta ad una vendetta. Angelo Carità, era stato condannato all’ergastolo per il delitto del suo compaesano Giovanni Brunetto, per una vicenda di un prestito di una somma in denaro, mai restituita. Carità era libero per decorrenza dei termini.

Cavallaro, dopo le indagini dei carabinieri, è stato “incastrato dalle immagini di videosorveglianza di un negozio, che immortalarono la scena a distanza, e le tracce di sangue sul suo giubbotto. L’ipotesi processuale è che Cavallaro sia stato ingaggiato come killer a pagamento.

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