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Agrigento, cinque casi di Covid al Liceo Empedocle. Micciché: “Temo non sia finita”

Sospese dal 4 al 14 marzo, le attività didattiche in presenza nella sede centrale del liceo Classico Empedocle di Agrigento. Lo ha stabilito con una sua ordinanza il sindaco Franco Miccichè che ha accolto una istanza in tal senso presentata dal direttore del dipartimento di prevenzione dell’Asp. Vittorio Spoto. A determinare la richiesta dell’Asp è stato l’accertamento di 5 casi positivi, di 5 alunni, appartenenti alla stessa classe. Il sindaco ha già fatto effettuare la prima sanificazione ieri, 2 marzo, dell’intera scuole e ne farà fare una seconda giorno 14, prima dell’eventuale rientro in classe.

“Lo confesso, avevo sperato di sbagliarmi, ma lo sapevo che presto la curva dei contagi sarebbe salita – dice il primo cittadino di Agrigento -. Ci sono stati troppi comportamenti irresponsabili da quando la Sicilia è diventata zona Gialla. E oggi si registrano i primi segni di quanto si paventava, 13 nuovi casi di persone positive al Coronavirus in un giorno solo. Cinque sono studenti del liceo classico Empedocle, che ho dovuto chiudere alle attività didattiche in presenza fino al 14 marzo. E con sole due guarigioni, il dato dei positivi totali in trattamento è risalito a 56 casi”.

“Temo non sia finita. Di solito ci vogliono diversi giorni prima che il virus si manifesta, per cui nuovi casi potrebbero registrarsi nei prossimi – aggiunge Miccichè -. Noi prenderemo provvedimenti per San Leone concordati con la Prefettura. Ma i giovani devono capire cosa rischiano e i loro genitori dovrebbero spiegare ai loro figli che stare una sera con gli amici senza osservare le prescrizioni anti contagio può costare caro. Sia dal punto di vista di una sanzione ma soprattutto dal punto di vista della salute. Non è vero che il Covid 19 è come una influenza. E’ molto di più e se trasmessa a persone debilitate può avere anche effetti letali. Noi come Comune ci siamo attivati per aiutare gli ultraottantenni a prenotarsi per fare la vaccinazione. Sappiamo che sono una fascia a rischio e per questo facciamo la nostra parte per aiutarli. Sono i nostri padri, i nostri nonni. Non mettiamo a rischio anche la loro. Siate responsabili”.

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