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Accusato di avere violentato la cognata, condannato agrigentino

I giudici della III sezione penale della Corte d’Appello di Palermo, collegio presieduto da Antonio Napoli, ha confermato la sentenza di condanna pronunciata in primo grado, dal Tribunale di Agrigento, ed ha inflitto 5 anni, e 3 mesi, di reclusione, ad un 42enne, agrigentino, accusato di avere abusato sessualmente della cognata. La vittima che si è costituita parte civile è difesa dall’avvocato Francesca Dumas.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, e confermato durante i due gradi di giudizio, col pretesto di un passaggio in auto, la donna era stata facilmente adescata – per via della relazione familiare esistente tra i due – e condotta in una campagna isolata, dove l’uomo al rifiuto della vittima di un approccio fisico, le avrebbe strappato i vestiti di dosso, immobilizzandola e sottoponendola a violenza fisica, e sessuale. Il cognato, dopo aver abusato della donna, le avrebbe rivolto esplicite minacce, qualora avesse raccontato la vicenda. Per tale ragione la vittima, inizialmente, non ha sporto denuncia.

E’ stato poi il padre della giovane, accortosi dei lividi sul corpo della figlia, ad accompagnarla presso la Stazione dei carabinieri di Agrigento, due giorni dopo l’accaduto. Fondamentale ai fini della condanna, la ricostruzione processuale dei fatti, attraverso il drammatico racconto reso dalla vittima, ed i referti del pronto soccorso, che hanno fornito elementi specifici a conferma di quanto da lei sostenuto. All’esito dell’istruttoria dibattimentale compiuta in primo grado, e poi confermata dalla Corte di Appello di Palermo, è emersa la prova, al di là di ogni ragionevole dubbio, della colpevolezza dell’imputato.

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