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Fabbrica Laterizi interrompe la produzione. Micciché: “La ditta adeguerà l’impianto”

C’è una svolta sui fumi emanati dalla fabbrica “Laterizi Akragas Produzione Srl”, che commercializza mattoni forati, in contrada “Piano Gatta” alla periferia di Agrigento. Dopo la richiesta fatta dal sindaco Franco Miccichè ai Carabinieri Forestali, all’Arpa, e al Comando provinciale dei Vigili del fuoco di relazionare sul sopralluogo congiunto effettuato il 15 febbraio scorso nello stabilimento, il dirigente dell’Uos attività produttive del territorio, Patrizia Scimecca, e dell’Uoc attività produttive centro, Daniele Parlascino dell’Arpa, hanno comunicato che il 19 febbraio scorso la ditta “Laterizi Akragas”, ha comunicato che a seguito del decreto di ispezione e alle contestazioni in esso contenute, è stata disposta la chiusura di tutti i cicli produttivi, da cui derivano le emissioni convogliate e diffuse in atmosfera, per un periodo di circa 18 mesi, a partire dal primo marzo 2021 prossimo.

“Sono molto soddisfatto del risultato ottenuto – ha detto il sindaco Miccichè -. Subito dopo il mio insediamento mi sono accorto delle emissioni di questo stabilimento, e nella mia duplice veste di medico responsabile della salute pubblica e di Sindaco, non potevo lasciare la situazione com’era. Mi sono quindi recato presso l’Arpa di Agrigento a chiedere la documentazione relativa allo smaltimento dei fumi dello stabilimento e ho contestualmente avviato un processo atto a verificare la situazione. Ora apprendo che questo impegno ha portato i risultati sperati. La popolazione e l’ambiente sono stati salvaguardati. Ora spero che la ditta possa adeguare i propri impianti alle attuali normative sull’inquinamento da fumo, e possa continuare il suo ciclo produttivo senza nuocere a nessuno”.

Da ricordare che la Procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta, e iscritto nel registro degli indagati un 49enne di Palermo, legale rappresentate dello stabilimento industriale. L’inchiesta, coordinata dai sostituti procuratori Cecilia Baravelli e Maria Barbara Grazia Cifalinò, ipotizza i reati di delitti colposi contro la salute pubblica, inquinamento ambientale, e attività di gestione di rifiuti non autorizzata.  La vicenda scaturisce da un primo sopralluogo, eseguito del novembre dell’anno scorso, da parte del personale dell’Arpa, mirato a verificare le emissioni gassose dello stabilimento produttivo, e la conformità delle procedure di autocontrollo di una società terza, incaricata dalla ditta Laterizi. L’Arpa ha riscontrato la non regolarità dei punti di emissione.

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