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Business migranti, blitz della Guardia di finanza: 6 indagati. Sequestrati beni

“L’organizzazione gestiva la Omnia come una vera e propria cupola dove ognuno aveva un suo ruolo specifico, finalizzato a portare denaro e incassare finanziamenti”. Lo ha detto il procuratore aggiunto di Agrigento, Salvatore Vella, che insieme al pubblico ministero Elenia Manno, ha coordinato le indagini, condotte sul campo dai militari della Guardia di finanza della Compagnia di Agrigento, durante la conferenza stampa in cui sono stati illustrati i dettagli dell’operazione, che ha portato alla notifica di 6 misure cautelari, emessi dal Gip del Tribunale di Agrigento, e al sequestro di beni, su una truffa ai danni dello Stato, attraverso la gestione illecita di centri di accoglienza per migranti e richiedenti asilo politico, gestiti da un’associazione culturale, la “Omnia Academy”, con sede a Favara.

Gli indagati, raggiunti dall’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria per la firma sono Francesco Morgante, 52 anni, di Favara; Anna Maria Nobile, 49 anni, di Agrigento; Giovanni Giglia, 56 anni, di Favara; Giuseppe Butticè, 56 anni, di Favara; Alessandro Chianetta, 36 anni, di Favara e Massimo Accurso Tagano, 48 anni, di Agrigento. Emesso anche un decreto di sequestro preventivo di beni per un valore di oltre un milione e trecentomila euro: tra questi conti e rapporti bancari e finanziari riconducibili agli indagati, dieci unità immobiliari (tra cui due lussuose ville, una delle quali con piscina, in territori di Agrigento e Favara), e altri beni registrati. Sono accusati di aver fraudolentemente ottenuto contributi e finanziamenti pubblici, derivanti da rette giornaliere per l’accoglienza di migranti, che sono state però “fittiziamente sostenute ed illecitamente fatturate” ai danni di numerosi enti pubblici”, preposti all’erogazione dei contributi, nell’ambito dei progetti Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati).

I dettagli dell’operazione sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa alla presenza del procuratore aggiunto Salvatore Vella, del comandate provinciale della Guardia di finanza di Agrigento, colonnello Rocco Lopane, e del maggiore della GdF Vincenzo Giordano, comandante della Compagnia di Agrigento.

Le indagini di polizia economico-finanziaria hanno permesso di dimostrare che i responsabili della “Omnia Academy”, nel corso degli anni, hanno reiteratamente sottoscritto e presentato false dichiarazioni circa l’effettiva presenza degli ospiti nei vari centri di accoglienza gestiti dall’associazione, false rendicontazioni e attestazioni di spesa – documentate da fatture per operazioni inesistenti per oltre un milione di euro-, omettendo anche di comunicare l’allontanamento dei migranti dai propri centri di accoglienza. I provvedimenti cautelari in esecuzione sono stati richiesti ed ottenuti al fine impedire ulteriori condotte truffaldine da parte degli indagati, cui viene inibita la possibilità di contrarre con la Pubblica Amministrazione.

“Una semplice associazione culturale che non ha quasi nessun vincolo burocratico e fiscale gestiva milioni di euro – continua il procuratore aggiunto -. Adesso non è più operativa ma, negli anni oggetto delle indagini, gestiva 15 centri di accoglienza fra le province di Agrigento e Caltanissetta, e aveva 90 dipendenti. Tutti ignari delle condotte truffaldine dei titolari e responsabili delle strutture. Sull’aspetto politico della vicenda, abbiamo visto che un familiare di un dirigente pubblico era dipendente dell’associazione, ma non abbiamo elementi per dire che vi sia un accordo illecito dietro. Di certo – conclude il magistrato -, pare che i Comuni e gli enti pubblici preposti al controllo non siano stati particolarmente attenti di fronte a un quadro di illeciti abbastanza vistoso”.

 

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