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Pullara: “Che la sanità non sia solo Covid. Agrigento è fanalino di coda”

“Che la sanità non sia solo Covid, da un pò di tempo, per come sollevato più volte in VI Commissione, taluni direttori o commissari di Aziende sanitarie se ne sono resi conto. La direzione dell’Asp di Agrigento purtroppo no”. Sono le parole del vice presidente della commissione sanità Carmelo Pullara. “In tutte le aziende – spiega il deputato-  si fanno procedure concorsuali anche quelle dei direttori di struttura complessa, ovvero si da corso a quelle che sono le previsioni degli atti aziendali e della rete ospedaliera. Sotto tutti i punti di vista: per il Covid e per il non Covid. Per il Covid basta guardare che Ribera, ospedale dedicato alla cura del virus, sarà pronto e operativo quando il Covid sarà finto, o quando tutti saremo vaccinati, ergo quando non servirà più. Denaro buttato”.

“Per il non Covid, il nulla – continua Pullara -. La rete ospedaliera e l’atto aziendale sono rimasti totalmente inapplicati su tutto il territorio della provincia agrigentina. Tutto tace, nessuno ne parla. E se si parla, qualche prode giornalista pensa chissà che cosa ci sia dietro, o quale guerra. La cosa più grave è che nel nulla assoluto, quando viene fatto qualcosa di buono, viene immediatamente distrutto, come è capitato nel caso del Parto con Sorriso, all’ospedale di Licata solo per fare un esempio. Giustamente, la direzione dell’Asp che ha ritenuto di gestire al ribasso la sanità agrigentina non può permettere esempi positivi. Per rimanere in argomento sarebbe opportuno sapere se anche il percorso finalizzato al mantenimento del punto nascita di Licata, tenuto aperto in deroga nelle more degli adeguamenti strutturali e organizzativi, sia stato definito. Non vorrei che si determinasse una improvvisa chiusura, di cui magari la polpetta avvelenata della sospensione del parto con sorriso sia stata solo un preludio”.

“In quel caso, sono certo che il presidente Musumeci e l’Assessore Razza, così come fatto con i dirigenti dell’economia per la bocciatura del rendiconto da parte della Corte dei Conti sarà consequenziale nella rimozione dei vertici. Non si spiegherebbe uno strabismo.
La politica si riconosce non solo per l’enunciazione di principio o di buoni propositi ma anche per le azioni che compie che non sono dirette, ma mediate dagli uomini che sceglie per porre in essere le azioni conseguenti alle proprie decisioni. È chiaro che  – conclude Pullara – se gli uomini scelti non pongono in essere le conseguenti azioni, o si rimuovono senza indugio o la politica, con la propria inerzia e silenzio, ne è parimenti colpevole e i cittadini che oggi silenti osservano, domani da elettori agiranno”.

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