Tu sei qui
Home > Cronaca e Attualità > Agrigento > Blitz “Xydi”, l’avvocatessa canicattinese si difende: “Non ho nulla a che fare con Cosa Nostra”

Blitz “Xydi”, l’avvocatessa canicattinese si difende: “Non ho nulla a che fare con Cosa Nostra”

“Mi sono occupata solo di vicende, che riguardano la mia professione di avvocato, ho tanti clienti e mi occupo di loro, e i rapporti e gli incontri nel mio studio sono legati alla relazione col mio compagno (Giancarlo Buggea). Non ho nulla a che fare con Cosa Nostra”. L’avvocatessa canicattinese Angela Porcello, 50 anni, arrestata con l’accusa di associazione mafiosa, nell’ambito dell’operazione “Xydi”, dei carabinieri del Ros e della Dda di Palermo, si è difesa ed ha respinto le accuse, nel corso dell’udienza di convalida del fermo, davanti al Gip del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, chiamato a decidere se convalidare o meno il fermo disposto dai Pm Geri Ferrara, Claudio Camilleri e Gianluca De Leo.

Porcello, assistita dai suoi difensori, gli avvocati Salvatore Manganello e Raffaele Bonsignore, ha negato qualsiasi rapporto con il mandamento mafioso di Canicattì. Fra le accuse respinte anche quelle di avere messo a disposizione della mafia il suo studio legale, e di essere lei stessa la “cassiera” del clan mafioso. “Quegli incontri sono collegati ai miei incarichi professionali, il mio ex compagno Giancarlo Buggea incontrava in studio anche altre persone, per questioni legate alla sua azienda. Come avvocato, ho soltanto gestito, i soldi delle mediazioni agricole dei miei clienti”.

Sulla frase al pentito favarese Giuseppe Quaranta, che aveva contribuito a fare scattare l’operazione antimafia “Kerkent” (“Poi, in questa Favara, ne avete fatti trenta? E due ventotto! Non lo potevate togliere di mezzo vero?”), all’interno del suo studio, in presenza di Gregorio Lombardo, e Giovanni Lauria, esponenti mafiosi, Porcello ha chiarito: “Si è trattato soltanto di una battuta infelice”. Davanti al Gip è comparso anche Giancarlo Buggea, il cinquantenne imprenditore, ritenuto uno dei bracci operativi del boss di Campobello di Licata, Giuseppe Falsone. Buggea si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Ha parlato, invece, il poliziotto Giuseppe D’Andrea, 50 anni, finito in carcere con l’accusa di avere rivelato notizie riservate su un imprenditore, e avere effettuato un accesso abusivo al sistema informatico. Difeso dall’avvocato Daniela Posante, è stato interrogato dal Gip del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella. D’Andrea si è difeso, spiegando di avere solo consultato il terminale dell’ufficio, e di essersi rivolto all’avvocato Porcello per ragioni professionali.

 

Pubblicità Lirenas Gas

Ultime news

Su