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Inchiesta “Oro Bianco” sul paracco di Palma: Blando resta in carcere, Vitanza ai domiciliari

I dodici arrestati nell’ambito dell’operazione “Oro Bianco”, eseguita dai carabinieri del Comando provinciale di Agrigento, che avrebbe sgominato il clan mafioso del cosiddetto “paracco” di Palma di Montechiaro, attraverso i loro difensori, hanno presentato ricorso al Tribunale del Riesame di Palermo, chiedendo di annullare i provvedimenti restrittivi. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Giuseppe Vinciguerra, Francesco Scopelliti, Santo Lucia, Domenico Ingrao, Maria Nicotra, Rosalia Palumbo Piccionello, ed Eduardo Cirino. Dodici le persone raggiunte dalla misura cautelare, tra carcere e domiciliari.

I giudici del Riesame di Palermo hanno confermato la custodia cautelare in carcere nei confronti di Giuseppe Blando, 57enne, di Favara, coinvolto nell’inchiesta “Oro bianco”, sul “paracco” di Palma di Montechiaro. Ma hanno escluso alcuni capi di imputazione sulle aggravanti inerenti alle cessioni di droga. Blando, difeso dagli avvocati Maria Alba Nicotra e Rosalia Palumbo Piccionelli, resta in carcere. Diversi gli incontri documentati tra esponenti del “paracco” e Blando. Quest’ultimo, secondo l’accusa, tramite il palermitano Salvatore Troia avrebbe acquistato e rivenduto cocaina al clan guidato dal palmese Rosario Pace.

Sempre il Riesame, in accoglimento del ricorso dei difensori, gli avvocati Santo Lucia e Giovanni Lo Monaco, ha sostituito la misura del carcere con quella dei domiciliari per Tommaso Vitanza, 71 anni, di Palma, accusato di associazione mafiosa per avere, in particolare, fatto parte del “paracco”. L’ordinanza, che non modifica il quadro indiziario delle accuse, fa riferimento all’età avanzata dell’indagato.

In carcere sono finiti Rosario Pace (detto “Sbizziale”), 61 anni, di Palma di Montechiaro; Gioacchino Pace, 51 anni, di Palma di Montechiaro; Emanuele Salvatore Pace, 34 anni, nato a Licata, residente a Palma di Montechiaro; Domenico Manganello, 47 anni, di Palma di Montechiaro; Sarino Lauricella, 52 anni, di Palma di Montechiaro; Sarino Lo Vasco, 54 anni, di Palma di Montechiaro; Salvatore Montalto (si è dimesso da consigliere comunale), 52 anni di Palma di Montechiaro; Giuseppe Morgana, 37 anni, nato a Licata. Ai domiciliari Gioacchino Rosario Barragato (detto Colarino), 61 anni, di Palma di Montechiaro, e Calogero Lumia (detto U Capru), 74 anni, di Palma di Montechiaro.

Gli indagati, nei giorni scorsi, comparsi davanti al Gip del Tribunale di Palermo, Filippo Serio, per gli interrogatori di garanzia, si erano avvalsi della facoltà di non rispondere.

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