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“Bilanci falsificati al Comune Porto Empedocle”, chiesto processo bis per ex sindaco e altri tre

Il pubblico ministero Chiara Bisso, ricorre in Appello in seguito al proscioglimento relativo all’attestazione del bilancio relativo all’anno 2014, e chiede un nuovo rinvio a giudizio nei confronti dell’ex sindaco di Porto Empedocle e Agrigento, Lillo Firetto, e per altri tre Salvatore Alesci, Enrico Fiannaca ed Ezio Veneziano.
Il Gup del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, lo scorso novembre, aveva disposto il rinvio a giudizio per la vicenda sui bilanci di Porto Empedocle, secondo cui sarebbero state utilizzate le royalties versate dall’Enel per risanare i conti dell’Ente dal 2011 al 2014. Per il bilancio relativo a quest’ultimo anno il giudice aveva però prosciolto tutti gli imputati. Adesso la Procura ricorre proprio contro questa decisione chiedendo un processo “bis”.

Da ricordare che ha preso il via il processo sulle presunte falsificato dei bilanci del Comune di Porto Empedocle, imputati l’ex sindaco di Agrigento, e Porto Empedocle, Lillo Firetto, l’ex dirigente dei servizi finanziari dell’ente, Salvatore Alesci, e 5 revisori dei conti: Francesco Maria Coppa, Rosetta Prato, Carmelo Presti, Enrico Fiannaca, ed Ezio Veneziano. Davanti al giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Fulvia Veneziano, nell’ultima udienza, l’avvocato Farruggia ha sollevato un’eccezione, sostenendo come il procedimento contabile, che ha escluso ogni responsabilità, ha fatto venire meno qualsiasi pretesa risarcitoria da parte del Comune. Il giudice, su questa eccezione, e altre richieste sollevate dal collegio difensivo, scioglierà la riserva il 18 febbraio prossimo.

Sono 4 le ipotesi di falso in atto pubblico che vengono contestate a Firetto, e si riferiscono alle attestazioni fatte nei bilanci che, in sostanza, sarebbero stati “gonfiati”, dal 2011 al 2014, inserendo fra le entrate la somma pagata dall’Enel a titolo di misure compensative, nell’ambito del rigassificatore, mai realizzato, per fare in modo che venisse occultato un buco di circa 3 milioni di euro. Il giudice ha disposto il non luogo a procedere, per il solo Alesci, con riferimento al bilancio del 2011. Deciso il proscioglimento per tutti, in relazione all’attestazione del bilancio 2014-2015.

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