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Comitato Civico: “Salma di Livatino deve rimanere a Canicattì, ma forse il Cardinale Montenegro non ha torto”

Riceviamo e pubblichiamo una nota del Comitato Civico 2021, a firma del segretario Calogero Giarratana, e del presidente Giuseppe Giardina, sull’attuale dibattito suscitato dalla volontà della Chiesa agrigentina, riguardante la traslazione della salma del beato Rosario Angelo Livatino da Canicattì ad Agrigento, “a tal riguardo non possiamo esimerci dall’unire la nostra voce all’unanime coro che vuole che la salma del Beato resti a Canicattì”, si legge nella nota.

“Riteniamo – continuano Giarratana e Giardina -, che sia una polemica assurda ed inopportuna ,un fatto forse unico al mondo, un Beato che passerà agli onori dell’altare come santo, possa essere sradicato dalle sue origini per essere trasportato in un luogo estraneo alla sua vita, anzi al contrario sarebbe opportuno che, ai sensi del capitolo III del codice canonico, la chiesa di San Domenico , luogo abitualmente frequentato dal beato Livatino, sia eretta a Santuario”.

“Comunque è inutile nascondere le verità la posizione Sua Eminenza Cardinale Montenegro, molto probabilmente, è dovuta alle attuale condizioni dell’Amministrazione Comunale, forse interpretando il pensiero del Beato , vuole trasportare la salma in un luogo neutro perché è probabile che ritenga difficile   pensare di proclamare la beatificazione possibilmente sotto lo sguardo  di quelle persone , di cui si accompagna il Sindaco, che non avrebbe mai voluto vicine, crediamo che questo sia sotto gli occhi di tutti”.

“Crediamo, ancora, che la polemica sia alimentata dallo stesso Sindaco perché o si copre con il cappotto della perfetta ignoranza o  la polemica gli fa comodo per distrarre i Cittadini dai problemi sociali, infatti è notorio che la Chiesa dove è sepolto il Giudice Livatino ed i suoi familiari appartiene alla proprietà indisponibile del Comune ,vedi la deliberazione della Giunta n° 41 del 18 maggio 2016, proposta dal Dott. Adamo Paolo e deliberata dalla Giunta presieduta dal Sindaco Vincenzo Corbo, ed inoltre l’art. 14 del regolamento di polizia Mortuaria  che stabilisce che nessun cadavere può essere trasportato per la sepoltura in luogo diverso dal Cimitero o fuori del Comune senza la preventiva autorizzazione Sindacale, quindi il Sindaco invece di volere alimentare la polemica con il Cardinale Montenegro basta che gli comunica che la traslazione non potrà mai avvenire perché non firmerà alcun tipo di autorizzazione alla traslazione , quindi la polemica sarebbe stata chiusa”.

“Quindi si vuole utilizzare la salma del Beato Livatino – concludono -, come mezzo per rilanciare l’immagine dell’Amministrazione Comunale, fatto cinico ed indecoroso”.

 

 

 

 

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