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Il diario di Giuliano Nocera, due giorni per raggiungere la sua famiglia in Inghilterra

C’è chi tra tanti siciliani, tra cui molti agrigentini, sono rimasti “bloccati” per le festività natalizie e di fine anno, in seguito allo stop dei voli in partenza dall’Inghilterra, dopo la scoperta di una “nuova variante” del Coronavirus, e c’è chi ha fatto i cosiddetti “salti mortali”, invece, per raggiungere dalla Sicilia, il Regno Unito, e trascorrere il Natale in famiglia. Come nel caso dell’imprenditore quarantenne di Agrigento, Giuliano Nocera, che oramai da anni si divide, e fa la spola, tra la città dei Templi, dove gestisce le sue attività lavorative (lo storico bar “Milano” nella zona di porta di Ponte, e l’azienda agricola di famiglia a Giardina Gallotti), e la cittadina inglese, nei pressi di Leeds, dove si trova l’altra sua dimora, e vive con la compagna inglese, e il loro figlio piccolo.
L’ultimo viaggio prima delle festività natalizie è stato “infinito”, e durato più di due giorni, lui abituato normalmente, partendo con un volo diretto da Catania o Palermo, a completare il percorso, nell’arco di sei, sette ore al massimo (da Agrigento a Manchester o viceversa). Lo stesso imprenditore agrigentino racconta il viaggio in aereo più lungo della sua vita, tra una città all’altra, e il rischio di restare bloccato in un altro Paese. Alla fine la sua caparbietà è stata premiata, e gli ha permesso di riabbracciare i sui familiari.
“Dopo oltre due giorni di viaggio sono arrivato a casa, nonostante i decreti, i divieti e le cancellazioni – afferma Giuliano Nocera -. Sono partito il 22 dicembre, alle 4 del mattino, da Agrigento, e per me è stata come una scommessa con me stesso, tornare a casa dalla mia famiglia prima di Natale. Soprattutto perché il Regno Unito si trova isolato dal resto del mondo, a causa di una mutazione del virus che lo rende più trasmissibile. Ho passato due giorni a cercare la via più fattibile per arrivare a casa, prenotando diversi voli, che puntualmente dopo qualche ora venivano cancellati. La mattina del 22, con l’aereo quasi vuoto, sono atterrato a Bergamo. Ho chiesto informazioni al personale di bordo riguardo al rientro nel Regno Unito. E tutti erano d’accordo, che non vi era possibilità al momento dall’ Italia”.
L’agrigentino durante la giornata ha appreso di una serie di cancellazioni dei voli per l’Inghilterra, anche quelli con scali in altre città europee, via Spagna, e via Polonia, gli ultimi cancellati. Voli che aveva già comprato e prenotato. L’unica strada, o meglio dire l’unico volo, con esito tutt’altro che scontato, la tratta con destinazione Dublino, in Irlanda, e la speranza, che un altro aereo gli permettesse di arrivare in Inghilterra. “Alle 15:30 del 23 dopo l’imbarco siamo partiti alla volta di Dublino – continua il giovane imprenditore -, un volo piacevole, l’atterraggio un po’ meno, perché c’era molto vento. Una volta a terra, ho acceso il telefonino, ed ho verificato, il mio prossimo volo, per Manchester, che era confermato.   In caso di cancellazione, l’alternativa sarebbe stata il mio piano B, noleggiare una macchina e guidare fino a Belfast, dormire nell’hotel vicino l’aeroporto, e sperare di prendere un aereo l’indomani mattina. Per fortuna in serata, il volo è stato confermato. Atterrati a Manchester, velocemente sono passato ad un altro controllo della Polizia, e mi sono diretto verso l’uscita. Dopo 5 minuti ho preso un taxi. Sono arrivato a casa la notte, un po’ stanco, ma felice di riabbracciare i miei. É stata un’avventura, che si è conclusa come speravo”.
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