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Operazione “Oro Bianco” tra Palma e Favara, indagati fanno scena muta

Hanno fatto scena muta 10 dei 12 indagati finiti in carcere, nell’ambito dell’operazione “Oro Bianco”, eseguita dai carabinieri del Comando provinciale di Agrigento, che avrebbe sgominato il clan del cosiddetto “paracco” di Palma di Montechiaro, guidato da Rosario Pace.
Comparsi davanti al Gip del Tribunale di Palermo, Filippo Serio, per gli interrogatori di garanzia, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Dodici le persone raggiunte dalla misura cautelare, tra carcere e domiciliari.

Si tratta di Rosario Pace (detto “Sbizziale”), 61 anni, di Palma di Montechiaro; Gioacchino Pace, 51 anni, di Palma di Montechiaro; Emanuele Salvatore Pace, 34 anni, nato a Licata, residente a Palma di Montechiaro; Domenico Manganello, 47 anni, di Palma di Montechiaro; Sarino Lauricella, 52 anni, di Palma di Montechiaro; Sarino Lo Vasco, 54 anni, di Palma di Montechiaro; Salvatore Montalto (consigliere comunale), 52 anni di Palma di Montechiaro; Tommaso Vitanza, 71 anni, di Palma di Montechiaro; Giuseppe Morgana, 37 anni, nato a Licata, Giuseppe Blando, 57 anni, di Favara. Ai domiciliari Gioacchino Rosario Barragato (detto Colarino), 61 anni, di Palma di Montechiaro, e Calogero Lumia (detto U Capru), 74 anni, di Palma di Montechiaro. L’interrogatorio di Lumia è in programma martedì 19 gennaio. Quello di Barragato, che si trova agli arresti ospedalieri, sarà fissato nelle prossime ore.

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Giuseppe Vinciguerra, Francesco Scopelliti, Santo Lucia, Domenico Ingrao, Maria Nicotra, Rosalia Palumbo Piccionello, ed Eduardo Cirino. Salvatore Montalto, dipendente dell’Unicredit di Palma di Montechiaro, arrestato con l’accusa di associazione mafiosa, poiché ritenuto un “capodecina”, si è dimesso dalla carica di Consigliere comunale.

La nota del comune di Palma. “Il sindaco Stefano Castellino ed il presidente del Consiglio comunale Domenico Scicolone nell’esprimere la loro gratitudine nei confronti dei Carabinieri, di tutte le Forze dell’Ordine, ed alla Magistratura, con i quali si complimentano per l’importante lavoro svolto a difesa dello Stato e della Legalità, condannano ogni atto che si concretizzi fuori dall’alveo della legalità e del vivere civile, e rimangono in attesa delle comunicazioni della Prefettura, in merito al Consigliere comunale, coinvolto per porre in atto quanto necessario e doveroso, auspicando che lo stesso possa dimostrare la sua estraneità ai fatti gravosi contestati. Palma di Montechiaro continuerà quel cammino di rinascita e rigenerazione portato avanti in questi anni, senza arretrare di un millimetro, la strada intrapresa è quella giusta non esiste sviluppo senza legalità”.

 

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