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Inchiesta Hardom su traffico di cocaina, assolti sette empedoclini

I giudici della Corte di Appello di Palermo hanno confermato le 7 assoluzioni del processo scaturito dall’inchiesta “Hardom 2”, che ipotizzava un traffico di cocaina, e altra droga acquistata da Cosa nostra agrigentina all’estero, in particolare in Germania, e poi rivenduta nell’Agrigentino, soprattutto a Porto Empedocle, attraverso un proprio rappresentante di spicco, che l’accusa riteneva fosse Fabrizio Messina, fratello dell’ex superlatitante Gerlandino.

I giudici hanno assolto Messina, nei cui confronti il sostituto procuratore generale aveva chiesto la conferma a 16 anni di reclusione, e gli altri sei imputati, tutti di Porto Empedocle.  Si tratta di Raimondo Macannuco, Bruno Pagliaro, Salvatore Lombardo, Giancarlo Buti, Giuseppe Antonio Patti, e Calogero Noto, 40 anni.  Secondo la Procura, sarebbe stato Macannuco, che andava personalmente a comprare gli stupefacenti all’Estero. Gli altri sarebbero stati addetti alla vendita al dettaglio nella locale piazza dello spaccio.

Il processo di appello è stato azzerato più volte ed è durato circa 7 anni. La difesa degli imputati, fra gli altri, gli avvocati Antonino e Vincenza Gaziano, Salvatore Pennica, Giacomo La Russa, Luigi Troja e Andrea Arrabito ha sostenuto l’inesistenza di qualsiasi sodalizio criminale. Le indagini della Squadra Mobile di Agrigento e del Commissariato di Porto Empedocle, con intercettazioni e pedinamenti, erano partite dalla ricerca dell’allora latitante Gerlandino Messina.

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