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Canicattì, giro di usura: chiesta la condanna di due fratelli

Il pubblico ministero Elenia Manno, al termine della sua requisitoria, ha chiesto la condanna dei fratelli Antonio e Giuseppe Maira, rispettivamente 69 e 64 anni, di Canicattì, accusati di concorso in estorsione aggravata ed usura. Per Giuseppe la richiesta è di 6 anni di reclusione, per Antonio 4 anni e 8 mesi. Il processo è in corso di svolgimento con il rito abbreviato. Il 22 gennaio prossimo, dopo le arringhe dei legali difensori degli imputati, il Gup del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, emetterà la sentenza.

I due fratelli, difesi dagli avvocati Maria Marchese e Giovanni Salvaggio, avrebbero prestato soldi con tassi usurari ad un imprenditore che – secondo l’accusa – a fronte di 29 mila euro di prestito avrebbe “ritornato” una somma di quasi 70 mila euro (dal dicembre del 2017 al gennaio del 2019). Gli altri due episodi contestati sono un prestito da 5.800 euro, che erano stati già pagati 11 mila euro, e l’altro, 35 mila euro di prestito.

Le vittime, assistite dall’avvocato Calogero Meli, si sono costituite parte civile insieme a Sos imprese e Rete per la Legalità, difese dall’avvocato Natalija Bukumirovic. Giuseppe Maira aveva tentato di scagionare il fratello Antonio, dicendo di aver fatto “tutto da solo”.

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