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Tentato omicidio di ristoratore empedoclino: chieste due condanne

Il pubblico ministero Alessandra Russo, al termine della sua requisitoria ha chiesto la condanna dei due favaresi, al processo, scaturito dall’agguato al ristoratore Saverio Sacco, di Porto Empedocle, avvenuto il 28 aprile del 2017, in Belgio, dove i tre vivevano. Chiesti 9 anni e 10 mesi di reclusione per il 31enne Gerlando Russotto, e 6 anni e 6 mesi per il trentaquattrenne Mario Rizzo, che inizialmente aveva collaborato con la giustizia, per poi ritrattare, perchè ha capito che non sarebbe entrato nel programma di protezione, e non avrebbe avuto i relativi benefici di legge.

I due che sono cognati, vennero arrestati nell’agosto del 2018 dopo che nel sottotetto della palazzina dove abita Russotto, il personale della squadra Mobile trovò un mini arsenale. Alcune di quelle armi a dire di Rizzo, sarebbero state usate per l’agguato al ristoratore. Il processo, con il rito abbreviato, in corso di svolgimento davanti al Gup del Tribunale di Agrigento Luisa Turco, è stato rinviato all’8 marzo prossimo per le arringhe dei difensori Salvatore Cusumano, e Calogero Lo Giudice.

Nella vicenda è coinvolto anche l’empedoclino Salvatore Prestia, 39 anni, cognato del boss Fabrizio Messina di Porto Empedocle, per la cui posizione si procede separatamente. Secondo la ricostruzione Prestia, accompagnato in auto da Rizzo e Russotto, avrebbe atteso il ristoratore fuori dal locale, sparandogli diversi colpi d’arma da fuoco, colpendolo agli arti inferiori. Sacco, seppure ferito, riuscì a reagire disarmando il suo aggressore, costringendolo alla fuga.

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