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Mafia, Naro ricorda il piccolo Giuseppe Di Matteo: immagine a cavallo su parete scuola

Era l’11 gennaio del 1996, venticinque anni fa, dopo due anni e mezzo di prigionia la mafia decise di uccidere e sciogliere nell’acido il piccolo Giuseppe Di Matteo. Aveva quattordici anni (quindici li avrebbe compiuti otto giorni dopo, il 19 gennaio), e ne aveva solo 12 quando venne sequestrato. Era un ragazzino entusiasta della vita, niente a che vedere con la tristezza dei mafiosi, con quella dei suoi carcerieri e dei suoi terribili carnefici.
Spatuzza, che partecipò al sequestro, raccontò che, insieme ad altri mafiosi, lo fermarono proprio all’uscita dal maneggio, la sua più grande passione, dicendogli di essere poliziotti e che lo avrebbero portato dal padre, che non vedeva da tempo perché collaboratore di giustizia.
“Agli occhi del ragazzo siamo apparsi degli angeli, ma in realtà eravamo dei lupi. Lui era felice, diceva ‘Papà mio, amore mio'”.
Nel venticinquesimo anniversario dall’atroce morte del piccolo Giuseppe Di Matteo il Comune di Naro vuole ricordare questo bambino ucciso per mano mafiosa, proiettando la sua immagine a cavallo, ormai famosa, su una parete della Scuola Media San Giovanni Bosco.
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