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Inchiesta “Mosaico” e la faida sull’asse Favara-Liegi: difensori ricorrono in Cassazione

Quasi tutti i soggetti coinvolti nell’inchiesta denominata “Mosaico”, scaturita nell’ambito della faida sull’asse Favara-Liegi, attraverso i loro legali difensori, hanno presentato ricorso in Cassazione per chiedere l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare, che era stata confermata dal Tribunale del Riesame di Palermo.
In carcere sono rimasti i favaresi Antonino Bellavia, 48 anni Carmelo Nicotra, 38 anni, Carmelo Vardaro, 44 anni, Calogero Bellavia, 31 anni, Calogero Ferraro, 42 anni, e Gerlando Russotto, 31 anni. L’unico che non si è rivolto in Cassazione, poiché tornato libero, è Vincenzo Vitello, 65 anni, di Favara.

Le udienze sono state fissate a partire dal 16 febbraio prossimo. Per Antonio Bellavia (arrestato più volte negli ultimi anni, e noto per essere stato il vivandiere del boss di Porto Empedocle, Gerlandino Messina) si terrà il 18 febbraio.
Le indagini della squadra Mobile di Agrigento, con la collaborazione della squadra Mobile di Palermo e della polizia belga, con il coordinamento della Dda di Palermo, hanno consentito di ricostruire la scia di sangue con 5 omicidi consumati, e altrettanti tentati (commessi tra Liegi e Favara tra il 2016 ed il 2018), e altri due tentati omicidi, che sarebbero stati commessi ai danni di Calogero Bellavia, e di Emanuele Ferraro, poi ucciso.

Le indagini sono state ampliate ad un precedente omicidio, quello di Carmelo Bellavia detto “Melo Carnazza” avvenuto nel gennaio del 2015 a Favara, non contestato con la presente inchiesta, ma che è risultato essere all’origine della faida sull’asse Favara-Liegi. Il clan favarese si era “spaccato” in due fazioni, per il controllo dei traffici di droga. Il figlio Calogero Bellavia, avrebbe cercato di vendicare l’omicidio del padre. La vittima predestinata sarebbe stato il quarantenne favarese Maurizio Distefano, noto come “Furia”, indicato quale autore dell’omicidio “Carnazza”.  Due gli agguati (uno mai denunciato) contro Distefano, e in entrambi ferito e miracolato, in uno dei quali, ha perso la vita l’empedoclino Mario Jakelich, 28 anni, a Liegi in Belgio, il 14 settembre del 2016. Il secondo in via Torino a Favara a colpi d’arma da fuoco, il 23 maggio del 2017. In quella circostanza restò ferito Carmelo Nicotra, proprietario di un magazzino nella via dell’agguato, che si trovava con il quarantenne.

Nel corso del blitz, scattato il 15 settembre scorso, venne arrestato anche Michelangelo Bellavia, 32 anni, di Favara, sfuggito all’arresto nell’ambito dell’inchiesta sulla faida nonostante il pentito favarese Giuseppe Quaranta lo indichi come uno dei killer dell’agguato fallito ai danni di Carmelo Nicotra, perchè durante la perquisizione, disposta inizialmente in stato di libertà, i poliziotti hanno trovato un vero e proprio arsenale: due pistole semiautomatiche, un revolver, un silenziatore e 13 mila euro in contanti.

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