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Agrigento e provincia: irrogati 81 Daspo sportivi e 21 Daspo urbani

La Questura di Agrigento, tramite la propria Divisione Polizia Anticrimine, ha intrapreso un’incisiva azione preventiva tesa a contrastare ogni forma di violenza che possa avere luogo nelle strutture sportive di tutto il territorio della provincia, in occasione di competizioni calcistiche, incluse quelle dilettantistiche, e di tutte le altre attività sportive previste da federazioni, enti o organizzazioni riconosciuti dal Coni, vietando con il provvedimento “Daspo” l’accesso negli stadi, impianti e luoghi limitrofi, nonché di sosta, transito o trasporto per coloro che partecipano o assistono alle competizioni stesse, a coloro che potenzialmente possano rendersene responsabili, perché denunciati per alcune tipologie di reati, cosiddetti “spia”, previsti dalla normativa di riferimento.

Analoga azione preventiva la si sta intraprendendo per forme di violenza, che possano consumarsi all’interno o in prossimità di esercizi pubblici o locali di pubblico trattenimento.

Ciò grazie a quegli interventi normativi susseguitisi nel tempo ed in costante evoluzione, da ultimo un decreto legge dello scorso mese di ottobre, che hanno fornito al Questore la “tool box” per contrastare fattispecie criminali che hanno luogo in determinate occasioni e contesti aggregativi di massa, che per il forte impatto che hanno sulla collettività destano elevato allarme sociale.

Infatti, l’originario decreto per la sicurezza negli stadi del 1989 nel 2014 e nel 2019 ha subito significative modifiche che hanno riguardato l’inasprimento delle pene, fino a cinque anni di divieto di accesso negli impianti sportivi per il Daspo semplice e dieci per i recidivi, ma anche l’estensione del citato provvedimento a coloro che negli ultimi cinque anni si sono resi responsabili di diverse fattispecie di reato, tra cui rissa, spaccio di droga, rapina, estorsione e porto abusivo di armi e strumenti idonei all’offesa alla persona, appunto i reati “spia” che denotano una potenziale pericolosità in capo al soggetto che se ne è reso responsabile, commessi anche al di fuori dei luoghi in cui si tengono le competizioni e luoghi limitrofi e di transito, essendo peraltro sufficiente a loro carico una semplice denuncia o una condanna non definitiva.

Con decreto legge emanato lo scorso mese di ottobre il Questore può ora imporre il divieto di accesso, da sei mesi a due anni, negli esercizi pubblici o locali di pubblico trattenimento, pure a quei soggetti che negli ultimi tre anni sono stati denunciati o condannati, anche non definitivamente, perché resisi responsabili di reati contro la persona ed il patrimonio, o reati aggravati da motivi razziali, e da uno a cinque anni per spaccio di stupefacenti, avvenuti all’interno o in prossimità degli esercizi pubblici o locali di pubblico trattenimento che gli vengono interdetti.

Non a caso, motivo dell’emanazione del citato decreto è stata la barbara uccisione del povero Willy Morteiro Duarte, avvenuta lo scorso mese di settembre a Colleferro, in provincia di Frosinone, da cui il nome appunto di Daspo (o anche Dacur) “Willy”.

Andando ora ai risultati conseguiti, dallo scorso mese di ottobre ad oggi, a firma del questore di Agrigento, Rosa Maria Iraci, sono stati irrogati ben 81 Daspo sportivi, e 21 Daspo con divieto di avvicinamento a determinati esercizi pubblici, dove si sono verificate risse.

Per quanto concerne l’irrogazione dei Dasp che vietano l’accesso ad eventi sportivi si citano, a titolo di esempio, quelli originati da risse avvenute la scorsa estate, due nel comune di Sciacca, in date 29 giugno, e 24 luglio 2020, che hanno visto come protagoniste, rispettivamente, sette e cinque persone, anche donne, altra in Licata il giorno 17 maggio scorso, cinque persone coinvolte, uomini e donne, tra cui minorenni; ulteriori in Raffadali, il giorno 20 settembre, tre individui, e Santa Margherita Belice, il giorno 10 ottobre, tre individui.

Altri Daspo sono stati irrogati per spaccio di droga, rapine ed una estorsione commessa da un parcheggiatore abusivo ai danni di un utente lo scorso 16 settembre, nel comune di Canicattì.

Per quanto riguarda il divieto di avvicinamento ad esercizi pubblici si cita, tra i più recenti, l’interdizione tramite Dasppo (o Dacur) a tre soggetti resisi responsabili, lo scorso 10 ottobre, di una rissa presso un bar tabacchi sito nel comune di Santa Margherita Belice.

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