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Scuole chiuse a Canicattì, Tedesco: “Da mesi segnalo la mancata applicazione nella nostra città dei Dpcm”

“Sono trascorse più di due settimane dall’ordinanza sindacale, che ha disposto la chiusura delle scuole canicattinesi fino al 22 dicembre, ben oltre i 15 giorni indicati da un parere scientifico che non recava dati scientifici e su cui si stende in questa sede un velo pietoso, con la conseguenza che, di fatto, gli alunni delle scuole materne, elementari e medie torneranno tra i banchi a gennaio, al termine delle festività”. Scrive in una nota il presidente del Consiglio comunale di Canicattì, Alberto Tedesco.

“Da mesi – continua -, segnalo la circostanza che la mancata applicazione nella nostra città dei Dpcm, che si sono rinnovati nel tempo e dei protocolli predisposti dal Ministero dell’Istruzione avrebbero portato inevitabilmente ad un lockdown delle scuole canicattinesi di competenza comunale; abbiamo assistito ad ordinanze emanate e talvolta revocate che hanno disposto la chiusura di interi istituti scolastici invece che di singole classi, abbiamo assistito a sanificazioni che richiedono poche ore e che hanno determinato una chiusura di diversi giorni”.

“Ed oggi, dopo più di due settimane di chiusura, precedute da aperture a singhiozzo, è stato effettuato uno screening della popolazione scolastica, cui comunque nessuna normativa subordina l’apertura delle scuole, che ha confermato quanto già è emerso dai dati già noti ed offerti periodicamente dall’Usr di Agrigento, ovvero che le scuole sono luoghi sicuri e come, al di là dei deliri e degli sproloqui diffusi anche via social, il personale della Polizia Municipale guidato dalla comandante Sola e dall’assessore Di Benedetto abbia operato ed operi in piena sicurezza, nel rispetto di tutte le prescrizioni anticovid-19. Tuttavia, nonostante centinaia di genitori abbiano chiesto e chiedano a gran voce la tutela dei diritti dei propri bambini, le scuole restano chiuse, nel silenzio dei dirigenti scolastici, e giorni preziosi ed insostituibili si perdono nella edificazione di vuoti monumenti di vuoto”.

“Ed è un fatto e non certo un’opinione che mentre in Italia anche nelle zone rosse della Lombardia i bambini non hanno perso un’ora di scuola e nei paesi vicini appartenenti al nostro medesimo distretto socio-sanitario i bambini delle scuole del primo ciclo sono regolarmente aperte, come ad esempio a Ravanusa ed a Campobello di Licata, i nostri figli, divenuti di fatto bambini di serie B, hanno subìto e subiscono una chiusura delle scuole che, oltre a determinare un danno gravissimo alla loro istruzione, provocherà in futuro, come evidenziato dal presidente della Società Italiana di Pediatria, Alberto Villani,  ripercussioni sulla loro salute fisica e mentale “poiché nulla può sostituire i benefici portati dalla frequenza scolastica; un bambino di sei anni non avrà più sei anni e ciò che perde in questi mesi lo avrà perso per sempre”.

“In questo quadro funesto non una voce si è elevata dalle Istituzioni centrali e periferiche, che pure sono state notiziate. Auspico che il Sindaco disponga l’apertura delle scuole di competenza comunale e assicuri il rispetto della normativa e dei protocolli vigenti”.

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