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“Ha massacrato di botte la compagna”, 47enne agrigentino finisce a processo

Ha massacrato di botte la compagna, in una stanza di un albergo tra Agrigento e Porto Empedocle. Protagonista il quarantasettenne Giovanni Curaba, di Agrigento, finito a processo con l’accusa di lesioni personali pluriaggravate.
L’uomo è difeso dall’avvocato Fabio Inglima Modica (nella foto). Il procedimento è partito ieri davanti al giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Giuseppe Miceli. Poi è stato subito rinviato al 2 marzo prossimo per il dibattimento, e l’audizione della presunta vittima, e dei poliziotti intervenuti nella camera d’albergo.

La donna, che non ha mai sporto denuncia, venne trovata con il volto tumefatto, la mandibola fratturata, la costola fratturata, traumi al torace, e alla gamba, e due denti rotti. Proprio per le gravi lesioni riportate in varie parti del corpo, dopo un primo ricovero all’ospedale “San Giovanni di Dio”, di Agrigento, era stata trasferita al reparto di Chirurgia Maxillo-Facciale del Civico di Palemro, per essere sottoposta ad un intervento chirurgico.

Teatro del fatto una camera d’albergo presa dalla coppia per trascorrere alcuni giorni di vacanza. Secondo la ricostruzione dei fatti, marito e moglie, dopo avere consumato la cena, si erano ritirati nella stanza loro assegnata.  Nel corso della notte, per motivi ancora sconosciuti, tra i due sarebbe nata una discussione accesa, che da li a pochi attimi, è degenerata nel pestaggio. L’uomo l’ha colpita con calci, pugni e schiaffi, picchiandola selvaggiamente, poi si è allontanato. Sono stati i dipendenti della struttura ricettiva a prestare i primi soccorsi, e a chiamare la polizia.

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