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Inchiesta “Sorella Sanità”, ex manager Asp ammette di aver intascato mazzette

Il primo a parlare di tangenti nella sanità era stato l’imprenditore e faccendiere agrigentino Salvatore Manganaro, che ha patteggiato una condanna a 4 anni e 2 mesi di reclusione. Adesso avrebbe ammesso di avere intascato mazzette, anche l’ex manager dell’Asp di Trapani, Fabio Damiani, in due interrogatori il 20 e il 26 novembre, davanti al procuratore aggiunto Sergio Demontis, e ai sostituti Giacomo Brandini e Giovanni Antoci, che indagano su un maxi giro di tangenti nell’ambito della sanità siciliana.

Damiani era finito in carcere il 21 maggio scorso nell’ambito dell’operazione della Guardia di Finanza denominata “Sorella Sanità”, assieme ad Antonio Candela, che al momento del blitz era coordinatore della struttura regionale per l’emergenza Covid, e in passato era stato pure commissario straordinario e direttore generale dell’Asp di Palermo. Damiani, assistito dall’avvocato Enzo Zummo, ha chiesto il rito abbreviato, così come Candela.

I verbali dell’ex manager dell’Asp trapanese non sono stati ancora depositati dai pubblici ministeri. E’ probabile che Damiani stia facendo anche altre dichiarazioni.

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