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Rapina violenta ad anziani fratelli di Racalmuto, indagati fanno scena muta

Hanno scelto la strada del silenzio i 4 presunti autori della violenta rapina, avvenuta la mattina dello scorso 18 maggio, ai danni di una donna di 79 anni, e dei fratelli di 83 e 73 anni, tutti racalmutesi, sequestrati all’interno della loro casa di campagna, da dove sono stati portati via 50mila euro in contanti, quattro buoni del tesoro di 2.500 euro ciascuno, diverse monete da collezione di grosso valore, e monili d’oro, il tutto per complessivi 100mila euro.  Comparsi davanti al Gip del Tribunale di Agrigento, Luisa Turco, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

Nelle carcere di “Pagliarelli” a Palermo, e “Pasquale Di Lorenzo” di Agrigento, sono rinchiusi i fratelli Alfonso e Antonino Manganello, 49 anni e 47 anni, e i fratelli gemelli Enrico e Carmelo Marino, 38 anni, difesi dagli avvocati Fabiana Incorvaia, Santo Lucia, Maria Crocifissa Licata, Giuseppe Zucchetto, ed Eleonora Minio.

I quattro palmesi sono stati arrestati dai carabinieri della Compagnia di Canicattì. L’inchiesta della Procura di Agrigento, guidata dal procuratore capo Luigi Patronaggio, è stata coordinata dai sostituti procuratori Gloria Andreoli, Chiara Bisso e Sara Varazi. Determinante la collaborazione dei cittadini. L’auto con a bordo i quattro “forestieri” era stata notata, in quei giorni, aggirarsi nelle aree di campagna di Racalmuto, e qualcuno aveva preso il numero di targa, poi consegnato ai militari dell’Arma.

Per i soli fratelli Marino è contestato anche un furto ai danni dei tre anziani, da venti mila euro, avvenuto due mesi prima della violenta rapina. Ma il Gip ha rigettato la richiesta di applicazione di misura cautelare.

 

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