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Canicattì, sindaco e assessore incontrano delegazione caregiver familiari

Una delegazione di caregiver familiari di Canicattì, ha incontrato il sindaco di  Canicattì, Ettore Di Ventura, e l’assessore alle politiche sociali Antonio Giardina.
Precedentemente all’incontro, tenutosi nel palazzo comunale, gli stessi avevano inviato un’accorata lettera, una richiesta di aiuto ed attenzione.
“In un periodo in cui tutti noi temiamo per la salute nostra e dei nostri cari, per queste persone, che quotidianamente si prendono cura dei propri familiari (coniugi, genitori, spesso figli) affetti da patologie degenerative, disabilità fisiche, disabilità intellettive, i timori assumono un andamento esponenziale – ha detto il primo cittadino -. Perché oltre al timore del virus, c’è anche il timore di essere lasciati soli, soli con il virus e una persona da assistere h24, o peggio ancora, di essere costretti (in caso di ricovero) a lasciare il proprio familiare assistito.
Sono tante le domande che assillano queste persone e che, finora, non hanno trovato risposta”.
Come fare se c’è necessità di eseguire il tampone e il disabile non può muoversi da casa, o se si tratta di un autistico non collaborativo?
Cosa succede se un caregiver si contagia?
Il personale sanitario che segue il disabile per le terapie a cui ha diritto, potrà continuare con il servizio?
E se addirittura il contagiato fosse il disabile?
Come dovrà svolgersi l’assistenza?
E in caso di ricovero ospedaliero?
“Sono dubbi angoscianti, e ascoltarli da chi li vive sulla propria pelle ci ha lasciati particolarmente scossi – continua il Sindaco -. Come amministrazione abbiamo assicurato il nostro sostegno per una battaglia di civiltà, rappresentando presso le autorità sanitarie, locali e regionali, dei dubbi e delle preoccupazioni che ci sono stati espressi, che poi non sono altro che ‘diritti’. Riteniamo che non siano necessarie né risorse economiche aggiuntive, né grossi sforzi organizzativi. Queste persone sono conosciute dalle autorità sanitarie, hanno nomi, sono volti.
Non si tratta di una massa incerta ed indistinta. Basta poco per alleviare le loro legittime preoccupazioni, basta studiare un protocollo d’azione, fornire loro un punto di riferimento certo e sempre disponibile. Siamo pronti a fare la nostra parte, i caregiver e i loro assistiti non devono essere lasciati soli”.
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