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Favara. L’omicidio di Lorena Quaranta. Procura chiede rinvio a giudizio dell’indagato

Il pubblico ministero della  Procura di Messina, Roberto Conte ha avanzato richiesta di rinvio a giudizio a carico di Antonio De Pace, 28 anni, l’infermiere calabrese che ha assassinato la 27enne fidanzata di Favara, Lorena Quaranta, laureata in Medicina, il 31 marzo del 2020, in pieno lockdown per il Covid19.

All’indagato contestata anche l’aggravante della premeditazione. L’udienza preliminare è fissata davanti al Gip del Tribunale di Messina, il prossimo 2 dicembre. I familiari della giovane vittima favarese sono assistiti dall’avvocato Giuseppe Barba. 

Dall’inchiesta sono emerse le chat, inviate ai familiari, in cui De Pace manifestava l’intenzione di trasferire ai nipoti i risparmi depositarti nel conto corrente, segno, secondo l’accusa, che aveva pianificato il delitto ed era certo delle conseguenze che ne sarebbero derivate.

Il brutale omicidio è avvenuto a Furci Siculo, in provincia di Messina. I due ragazzi vivevano insieme. De Pace, dopo aver strangolato la ragazza, con cui aveva avuto una violenta lite, ha chiamato i carabinieri e confessato l’omicidio. Avrebbe anche tentato il suicidio tagliandosi le vene riuscendo a procurarsi solo ferite superficiali.

Dopo aver colpito la ragazza alla fronte con un oggetto, De Pace l’ha immobilizzata, poi l’ha soffocata. Oltre a quella della premeditazione, la Procura contesta al ragazzo le aggravanti “di aver commesso il fatto contro persona legata da relazione affettiva, e per motivi abietti e futili”.

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