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Ribera, operazione antidroga: arrestate 3 persone. Spacciavano eroina, cocaina e crack

I Carabinieri della Tenenza di Ribera hanno eseguito tre misure cautelari emesse dal Gip presso il Tribunale di Sciacca su richiesta della locale Procura della Repubblica, due arresti domiciliari, e un obbligo di presentazione alla P.G nei confronti di due fratelli della Tunisia, residenti a Ribera, Rached Khalfaoui, 32enne e Anis Khalfaoui, 34enne, e di una donna Nicoleta Atomi, 20enne di nazionalità rumena, residente anche lei a Ribera. Uno dei due fratelli è stato catturato a Irsina in provincia di Matera, dove nel frattempo si era trasferito.
I tre sono ritenuti responsabili di aver gestito un fiorente spaccio di eroina, cocaina, marijuana e crack, usando come base d’appoggio la loro abitazione a Ribera.

I particolari dell’operazione sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa, alla presenza del tenente colonnello Roberto Vergato, comandante della Compagnia di Sciacca, e del tenente Fabio Proietti, responsabile della Tenenza di Ribera.

L’attività d’indagine condotta dalla Tenenza Carabinieri di Ribera ha permesso di documentare numerosi episodi di spaccio nei mesi di aprile e maggio di quest’anno, grazie a una telecamera installata nei pressi dell’abitazione degli indagati. Sono stati così ripresi diversi episodi di spaccio a tossicodipendenti della zona, di età compresa tra i 18 e i 40 anni.

Oltre alle immagini trovava riscontro l’attività svolta sul campo dai militari – appostati a debita distanza -, che controllavano diversi assuntori poco dopo che avevano acquistato lo stupefacente, di cui venivano trovati in possesso. Nel corso delle indagini sono stati eseguiti dai militari numerosi pedinamenti che hanno consentito di individuare un luogo isolato dove gli indagati nascondevano i proventi dell’attività di spaccio, sequestrando 12.000 euro in banconote di vario taglio contenuti in barattoli sepolti nel terreno.

I tre malfattori, tutti conviventi, si dedicavano all’attività di spaccio secondo compiti prestabiliti e ben definiti: una volta acquistato lo stupefacente a Palermo e trasportato fino a Ribera, due di loro, si occupavano dello spaccio vero e proprio, provvedendo in prima persona a occultare droga e denaro, mentre la donna si occupava prevalentemente della sicurezza, facendo la “vedetta” all’esterno dell’abitazione al momento che da casa uscivano gli acquirenti. Le ultime fasi dell’indagine sono state particolarmente impegnative, poiché la banda aveva fatto installare un sistema di videoripresa per evitare “brutte sorprese” da parte delle forze dell’ordine.

Sono stati sentiti diversi acquirenti, i quali hanno dichiarato di essere clienti dei tre spacciatori, confermando così definitivamente le ipotesi investigative.
E’ stato accertato anche che i tre avevano iniziato a farsi consegnare dagli acquirenti insolventi cellulari o altro materiale quale pegno per l’acquisto dello stupefacente, in attesa del saldo del debito accumulato con la banda.

 

 

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