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Canicattì, sparatoria e tentato omicidio: parte processo appello per due imputati

Falsa partenza davanti ai giudici della Corte di Appello di Palermo, precisamente dinnanzi alla terza sezione, del processo a carico dei canicattinesi Giuseppe Sorce e Vincenzo Mongitore, scaturito da un agguato e successiva sparatoria, avvenuta fra due fazioni, a Canicattì il 16 settembre del 2015. I giudici, per un problema di salute dell’avvocato di parte civile, hanno rinviato l’udienza al 7 giugno prossimo.

In primo grado i giudici del Tribunale di Agrigento (presidente Wilma Angela Mazzara, con a latere Giuseppe Miceli e Antonio Genna), hanno condannato per il solo reato di detenzione di arma, a 3 anni di reclusione Giuseppe Sorce, e lo hanno assolto del reato di tentato omicidio, stante l’impossibilità di ricostruire la dinamica dei fatti e di individuare chi avesse sparato per primo.

Non doversi procedere è stato dichiarato, invece, nei confronti di Giuseppe Mongitore, essendo estinti i reati per sopravvenuta morte dell’imputato. Assolto, infine, Vincenzo Mongitore “per non avere commesso il fatto”. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Angela Porcello e Calogero Meli. Sorce ha appellato la sentenza anche in quanto parte civile, essendo rimasto ferito.

I Mongitore sarebbero andati nell’abitazione di Sorce, in contrada “Coda di Volpe”, alla periferia di Canicattì, per ammazzarlo. Il movente non è mai stato accertato, la pista della droga è la privilegiata dagli investigatori, anche perché sia Vincenzo Mongitore, che Giovanni Milana, il quarantaduenne, che si trovava insieme a Sorce e restò ferito, furono arrestati nel 2011 nell’operazione antidroga “Strike”.

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