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Agrigento e Canicattì, inchiesta “Diplomat”: si decide sul rinvio a giudizio di 102 persone

Il procuratore capo Luigi Patronaggio, e il sostituto procuratore Paola Vetro, titolare del fascicolo d’inchiesta, hanno chiesto il rinvio a giudizio di 102 persone, fra insegnanti, personale amministrativo e soci di quattro scuole paritarie, indagate nell’ambito dell’inchiesta “Diplomat”. Avrebbero messo in piedi il “diplomificio” con i titoli di studio, che sarebbero stati consegnati senza lezioni ed esami, e con la falsificazione dell’attività didattica. Il processo inizierà il  prossimo 20 novembre.

Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione a delinquere, falso e abuso di ufficio. Le scuole paritarie al centro dell’inchiesta: “Pirandello” di Canicattì e Licata, “Volta” di Canicattì, e “San Marco” di Acireale. L’udienza preliminare davanti al Gup del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, è fissata per il 21 ottobre prossimo.

Tra gli indagati, e ritenuto il promotore dell’associazione l’ex deputato regionale, Gaetano Cani, di Canicattì, al quale, negli anni scorsi, vennero sequestrati 300mila euro in contanti, nascosti in una scatola di scarpe. Nel mirino delle Fiamme gialle sono finiti gli anni 2015/2016 e quello successivo. Sequestrati 22 diplomi di scuola superiore, che sarebbero stati irregolarmente conseguiti, nell’anno scolastico 2014/2015, da altrettanti studenti.

Nella lista degli indagati, anche tre istituti in qualità di persone giuridiche: “Mondo Scuola Srl” di Licata; “Ge.Is. Gest. Ist. Scol. Srl” di Canicattì, e “Centro di istruzione Gabriele D’Annunzio” di Ispica.

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