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Mafia agrigentina, blitz “Montagna”: sarà sentito il pentito favarese Quaranta

I magistrati della Dda di Palermo, Calogero Ferrara, Claudio Camilleri e Alessia Sinatra, hanno impugnato la sentenza di assoluzione relativamente a quasi tutte le posizioni di soggetti coinvolti nella maxi inchiesta antimafia “Montagna”, il cui primo grado di giudizio si è concluso con trentacinque condanne, e diciannove assoluzioni.
Ed è per alcune di queste ultime la Procura Distrettale ha proposto ricorso in Appello, ed ha ottenuto la riapertura dell’istruttoria dibattimentale con una nuova audizione del collaboratore di giustizia, il favarese Giuseppe Quaranta, ex referente della famiglia mafiosa dei Fragapane di Santa Elisabetta, su quanto di sua conoscenza sul ruolo all’interno di Cosa Nostra agrigentina del favarese Pasquale Fanara, e di altri boss e affiliati (Giuseppe Blando, Vincenzo Mangiapane classe 1954, Giovanni Gattuso, Roberto Lampasona, Angelo Giambrone e Vincenzo Spoto).

La Corte, presieduta da Fabio Marino, come richiesto dal sostituto Pg Maria Teresa Maligno, ha disposto la riapertura dell’istruttoria, alla quale si erano opposti i legali difensori, fra gli altri gli avvocati Angela Porcello, Giovanni Castronovo, Antonino Gaziano e Giuseppe Barba. Il 4 novembre prossimo, nell’aula bunker del carcere “Pagliarelli” ci sarà la sua audizione.

Il pentito Quaranta, con il via libera dei giudici, dovrà anche rispondere alle domande su tre richieste di “pizzo” ad altrettante ditte. Chieste anche le audizioni di Carmelo Battaglia e Concetto Errigo, appartenenti alla cosca mafiosa ragusana, sulla richiesta estorsiva ai danni di una ditta agrigentina. La stessa Procura, inoltre, chiede alla Corte di acquisire le carte dell’inchiesta “Passepartout” che ha coinvolti negli scorsi mesi l’ex collaboratore parlamentare Antonino Nicosia, ed il boss di Sciacca Accursio Dimino.
In particolare la Dda di Palermo chiede alla Corte d’Appello di “procedere alla parziale riforma della sentenza” nei confronti di: Pasquale Fanara, Giuseppe Blando, Stefano e Gerlando Valenti, Salvatore Di Gangi, Adolfo Albanese, Vincenzo Mangiapane (cl.54), Domenico Maniscalco, Antonio Giovanni Maranto, Giovanni Gattuso, Vincenzo Spoto, Angelo Giambrone, Roberto Lampasona, Francesco Giordano, Pietro Stefano Reina.

I carabinieri con il blitz “Montagna”, la più corposa operazione degli ultimi vent’anni nell’agrigentino, hanno sgominato il “neonato” mandamento voluto e imposto da Francesco Fragapane, figlio del boss ergastolano Totò. Non a caso la pena più alta è stata inflitta proprio al rampollo di Santa Elisabetta: 20 anni in virtù del rito abbreviato. Insieme a lui sono state condannate altre 34 persone.

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