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Giro di usura tra Agrigento e Porto Empedocle, confiscata abitazione. Due magazzini tornano alla vittima

Il Tribunale di Agrigento – Sezione Misure di Prevenzione -, su proposta del questore di Agrigento, Rosa Maria Iraci, ha emesso un provvedimento di confisca di un appartamento di proprietà o nella disponibilità di Alfonso Zambito, di 48 anni, coinvolto nell’operazione “Easy Money”, sviluppata dalla squadra Mobile nel 2010, su un giro di usura tra Agrigento e Porto Empedocle. L’uomo è stato condannato con sentenza irrevocabile proprio per il reato di usura.

La misura arriva ad esito di mirati accertamenti patrimoniali effettuati dal personale della Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Agrigento.
Le indagini sono scaturite dalle dichiarazioni di un soggetto usurato, che ha denunciato agli investigatori della polizia di Stato un vasto giro di usura, del quale sono state vittime numerose persone.

Ad aggravare ulteriormente la posizione dell’uomo vi era anche un’altra condanna comminata nel 2004 per i reati di associazione per delinquere e usura.
Il valore approssimativo del bene confiscato è di circa 180.000 euro, ed il bene si trova in un fabbricato che il prevenuto aveva adibito a propria dimora.

Inoltre, il Tribunale delle Misure di Prevenzione, a seguito di altri accertamenti patrimoniali, sulla riconducibilità dei beni immobili intestati allo stesso, ha disposto la restituzione alla vittima di due magazzini, che erano stati formalmente ceduti al condannato, in garanzia del pagamento del prestito, e degli interessi usurari protrattesi per oltre tre anni.

L’operazione fa parte del programma di misure di prevenzione patrimoniali, che mirano all’aggressione dei patrimoni accumulati illecitamente.

L’inchiesta “Easy Money” scattò anche grazie alle dichiarazioni dell’ex sindaco di Porto Empedocle Paolo Ferrara, caduto nella rete degli usurai per svariate migliaia di euro. Furono 8 le persone arrestate, tra cui proprio Alfonso Zambito,

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