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Racalmuto, confiscati beni a imprenditore

I giudici della seconda sezione misure di prevenzione del Tribunale di Agrigento hanno disposto la confisca,  dei beni nei confronti dell’imprenditore Calogero Romano, 64 anni, di Racalmuto, condannato in primo grado a 6 anni e 6 mesi per l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.

Passano allo Stato il capitale sociale di circa il 35 per cento della Program group racing engeneering, che si occupa della costruzione di impianti sportivi; dell’intero capitale sociale della Romano Srl, che fabbrica fili e cavi elettrici; di un terreno a Racalmuto e di svariati conti correnti e titoli finanziari e un autocarro.

Ben poca cosa rispetto all’impero patrimoniale accumulato – secondo la Guardia di finanza, che ha condotto le indagini – grazie ai rapporti di connivenza dallo stesso intrattenuti, nell’arco di un ventennio, con esponenti di spicco di Cosa Nostra agrigentina.

Poco prima il collegio di giudici presieduto dal giudice Wilma Angela Mazzara, con a latere Manfredi Coffari e Micaela Raimondo,  accogliendo le tesi difensive ha rigettato a carico del racalmutese, la richiesta di applicazione della Sorveglianza speciale di Pubblica sicurezza.

Romano è difeso dagli avvocati Salvatore Pennica, Alfonso Neri, Lillo Fiorello e Francesco Accursio Mirabile.

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