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Faida Favara-Liegi, in quattro fanno scena muta davanti al Gip

Quattro indagati su cinque, finiti in carcere nell’ambito dell’operazione “Mosaico”, condotta sul campo dal personale della squadra Mobile di Agrigento, e dallo Sco, con la collaborazione della polizia Belga, e che ha fatto luce sulla faida Favara-Liegi, hanno scelto la strada del silenzio.
Questo l’esito degli interrogatori, che si sono tenuti, per rogatoria, davanti al Gip del Tribunale di Agrigento, Luisa Turco.

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere Calogero Bellavia, 31 anni; Carmelo Vardaro, 44 anni; Gerlando Russotto, 32 anni; e Michelangelo Bellavia, 32 anni, tutti di Favara.
L’unico a rispondere alle domande del giudice, e a difendersi, è stato Salvatore Vitello, 64 anni, anche lui favarese, accusato di ricettazione e incendio.

Tutti gli altri, rispondono a vario titolo di duplice tentato omicidio (di Carmelo Nicotra e Maurizio Di Stefano), possesso di armi, stupefacenti, e alcuni episodi di estorsione. Compongono il collegio difensivo, tra gli altri, gli avvocati Giuseppe Barba, Angelo Farruggia, Salvatore Cusumano e Salvatore Virgone.

In Belgio arrestati Antonino Bellavia, 48 anni, Carmelo Nicotra, 38 anni e Carmelo Ferraro, 42 anni, e si attende l’estradizione.

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