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Agrigento e Canicattì, inchiesta gruppo “Pelonero”: indagati tornano liberi

I giudici del Tribunale del Riesame di Palermo hanno annullato l’ordinanza di custodia cautelare del Gip del Tribunale di Agrigento, nell’ambito dell’inchiesta “Malebranche” sul gruppo Pelonero, e sulle presunte bancarotte fraudolente di oltre 5 milioni di euro, ed hanno disposto l’immediata scarcerazione dei nove componenti della famiglia Sferrazza, originari di Canicattì, di fatto residenti ad Agrigento, arrestati dalla Guardia di finanza, poi posti ai domiciliari.

Tornano completamente liberi Gaetano Sferrazza 78 anni, i figli Gioacchino Sferrazza 54 anni, e Diego Sferrazza 51 anni, Maria Teresa Cani 54 anni, Gaetano Sferrazza 30 anni, Fabiana Sferrazza 26 anni, Giovanna La Licata 51 anni, Gaetano Sferrazza 28 anni, e Clelia Sferrazza 23 anni.
I componenti della famiglia Sferrazza sono noti nell’Agrigentino per essere imprenditori, attraverso il gruppo “Pelonero”, con diversi punti vendita e negozi di articoli per la casa, giocattoli, scarpe, e prodotti natalizi, tra il Villaggio Mosè, San Giusippuzzu, e Favara.

Secondo l’accusa, l’inchiesta è coordinata dai sostituti procuratori Alessandra Russo e Paola Vetro, la famiglia Sferrazza avrebbe creato delle società, e dopo aver comprato diverse centinaia di migliaia di euro di merce, non avrebbe pagato i fornitori, dichiarando fallimento, non prima di averle svuotate di tutto.
Gli Sferrazza sono difesi dagli avvocati Daniela Posante, Giovanni Castronovo, Chiara Proietto, e Antonella Arcieri.

Resta ai domiciliari, ma ancora deve essere esaminato il ricorso, Graziella Falzone, 53 anni, di Agrigento, difesa dall’avvocato Santo Lucia, la commercialista del gruppo Pelonero e ritenuta dagli inquirenti la “mente finanziaria” dell’associazione.

 

 

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