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Ecoface, al via un nuovo impianto tra i piu’ innovativi del mezzogiorno: “Puntiamo su arte e tecnologia come mix per tirarci fuori dalla crisi”

Un impianto per la selezione avanzata dei materiali da raccolta differenziata tra i più innovativi del Mezzogiorno. A settembre si taglierà il nastro del nuovo impianto targato Ecoface nella zona industriale di Agrigento, capace di trattare fino a trentamila tonnellate di materiali con un tasso di efficienza ai massimi livelli tecnologici e di occupare fino a cinquanta addetti.

“E’ un sogno che si realizza – dichiara Valerio La Rocca, direttore operativo – l’idea di fare un salto di qualità nella valorizzazione dei materiali ci è venuta già nei primi anni di esperienza con il nostro impianto di Ravanusa, in cui effettuiamo una prima pulizia e una separazione di base dei materiali. Ad Agrigento abbiamo pensato ad un sito ad alto potenziale tecnologico, dotato dei migliori strumenti per una gestione ai massimi livelli di efficienza e di economicità. Abbiamo adottato i criteri di industria 4.0, perché crediamo che in questo settore si debba adottare una visione industriale in grado di assicurare qualità e risparmio, ma non vogliamo mettere in secondo piano gli aspetti legati alla sicurezza e al controllo gestionale, che potrà avvenire anche da remoto, grazie all’interconnessione dei sistemi”.

Una struttura pensata in via prioritaria per il complesso trattamento delle plastiche, che necessitano di processi molteplici e delicati per essere instradati verso il riciclo finale e che, se gestita con la massima efficienza, può determinare entrate non indifferenti per le comunità.

“Non ci sono segreti nella filiera del riciclo, si possono produrre ricavi degni di nota solo se i processi con cui sono trattati i materiali sono all’altezza di garantire produttività. In poche parole sono necessari investimenti e professionalità. Il nostro nuovo impianto ambisce a non addebitare un singolo euro di costo a carico dei cittadini e, di contro, a consentire ai comuni di percepire l’intero corrispettivo previsto dal Corepla (il consorzio nazionale che si occupa degli imballaggi in plastica).”

Un obiettivo importante, che può creare le condizioni per una piccola rivoluzione sul territorio, abbattendo i costi di conferimento e aumentando le entrate per le casse comunali, premessa necessaria all’abbattimento della Tari.

“Il fine ultimo è proprio questo. Siamo sempre stati convinti che il successo della differenziata sarà sancito da una concreta convenienza del sistema di gestione integrato. Se ad ogni livello si puntasse al massimo grado di efficienza i costi a carico delle famiglie crollerebbero. A noi interessa fare impresa affinché il profitto e i benefici possano essere non solo nostri ma anche del territorio. A questo proposito richiamiamo anche la necessità di maggiore trasparenza nella gestione dei rifiuti, è essenziale che ci sia più tracciabilità ad ogni passaggio compiuto dai rifiuti riciclabili, bisogna adottare sistemi in grado di dare evidenza sull’effettiva qualità del materiale e sul percorso che compie. A Ravanusa sono anni che documentiamo ogni step, condividendolo con i comuni serviti, ed è stata una scelta vincente”.

L’impianto di Agrigento è intitolato al filosofo Empedocle, celebrato con un enorme murales dell’artista Ligama, un segnale anche in questo caso di sinergia con il territorio e la sua storia, proprio nell’anno in cui si celebrano i duemilaseicento anni dalla fondazione di Akragas.

“Siamo orgogliosi del progetto culturale che accompagna quello tecnologico allo stesso livello – conclude La Rocca -. Il pensiero di Empedocle ci accompagna fin dall’inizio della nostra avventura nel mondo imprenditoriale, otto anni fa. E’ straordinario come un nostro leggendario conterraneo abbia formulato una visione del mondo così bella e vicina ai moderni concetti di economia circolare. Ma c’è tanto da raccontare su questo progetto e, al momento giusto, come sempre, condivideremo ogni cosa con i cittadini attraverso social e stampa”.

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