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Canicattì, giro di usura: due fratelli saranno giudicati con rito abbreviato

Hanno chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato Antonio e Giuseppe Maira, di 69 e 64 anni, di Canicattì, accusati di concorso in estorsione aggravata ed usura.
Rigettato, dal Gup del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, il patteggiamento a 4 anni di reclusione, che il pubblico ministero Elenia Manno e l’avvocato Maria Marchese avevano presentato per Giuseppe Maira.

I due Maira avrebbero prestato soldi con tassi usurari ad un imprenditore che – secondo l’accusa – a fronte di 29 mila euro di prestito avrebbe “ritornato” una somma di quasi 70 mila euro (dal dicembre del 2017 al gennaio del 2019). Gli altri due episodi contestati sono un prestito da 5.800 euro, che erano stati già pagati 11 mila euro, e l’altro, 35 mila euro di prestito.

Le vittime, assistite dall’avvocato Calogero Meli, si sono costituite parte civile insieme a Sos imprese e Rete per la Legalità, difese dall’avvocato Natalija Bukumirovic.

Antonio Maira è assistito dall’avvocato Giovanni Salvaggio, Giuseppe Maira dall’avvocato Maria Marchese. Lo stesso Giuseppe Maira ha tentato di scagionare il fratello Antonio, dicendo di aver fatto “tutto da solo”.

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