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Prostituzione, blitz antimafia: fermato un trentenne a Grotte

C’è anche un cittadino nigeriano fermato a Grotte tra le 47 persone coinvolte in un’inchiesta, della Polizia di Stato di Teramo, e accusate di associazione mafiosa, tratta di esseri umani, riciclaggio, traffico e spaccio di stupefacenti, reati violenti o punitivi nei confronti di altri connazionali e sfruttamento della prostituzione.
L’operazione si concentra su un’associazione denominata “Supreme Eiye Confraternity (SEC)” o “Eiye”, radicata in Nigeria, ma diffusa in molti Stati europei ed extraeuropei ed equiparata per struttura e forza intimidatoria alle mafie tradizionali.

L’operazione dei poliziotti della squadra Mobile di Teramo, in collaborazione con quella di Ancona, hanno accertato che le persone fermate sono organiche alla cellula locale (Nest) denominata “Pesha”. Decine i fermi anche nella provincia di Catania.
In provincia di Agrigento, i poliziotti della squadra Mobile, coordinati dal vice questore aggiunto Giovanni Minardi, sono riusciti a rintracciare e ad ammanettare, nelle campagne di Grotte dove si era rifugiato, un trentenne nigeriano.

Le indagini hanno permesso di accertare che la cellula territoriale degli “Eiye”, così come l’associazione mafiosa di cui costituisce una costola, si caratterizza per la segretezza del vincolo associativo, la ritualità dell’affiliazione, l’adozione di linguaggio e simbologia rigorosi, la violenza delle azioni.

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