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Agrigento, prostituta rapinata accusa ingegnere in aula

“Dopo che mi ha chiamato al telefono cellulare, è venuto nella casa dove ricevo i clienti, e abbiamo consumato un rapporto sessuale. Prima di andare via mi ha puntato un coltello, dicendo che dovevo dargli tutti i soldi, che avevo”.
Così la giovane prostituta sudamericana, assistita dall’avvocato Gianfranco Pilato, ha confermato durante l’incidente probatorio, le accuse contro l’ingegnere Massimiliano Piraneo, quarantenne di Agrigento, finito ai domiciliari, per rapina aggravata.

L’esame chiesto dal pubblico ministero Alessandra Russo, per “cristallizzare” la prova, si è tenuto davanti al Gip del Tribunale di Agrigento, Luisa Turco,

La ragazza ha risposto anche alle domande del legale difensore dell’indagato, l’avvocato Salvatore Pennica. La vicenda risale al 20 luglio dell’anno scorso, quando i carabinieri della Compagnia di Agrigento, arrestarono un 41enne M.P., con l’accusa di avere minacciato la donna con un coltello, e di essere fuggito via dopo avere afferrato una borsa contenente circa 1.000 euro, prelevata da un armadio. L’ingegnere ha sempre negato di avere rapinato la donna.

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