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Accusato di avere cercato di uccidere macellaio, empedoclino resta in silenzio

Si è avvalso della facoltà di non rispondere il fornaio Vincenzo Filippazzo, 46 anni, accusato di avere cercato di uccidere uno dei titolari di una macelleria di via Garibaldi, a Porto Empedocle.
Il Gip del Tribunale di Agrigento, Luisa Turco si è riservato di decidere se convalidare il fermo, come chiesto dal pubblico ministero Gianluca Caputo, titolare del fascicolo d’inchiesta, e quale misura applicare.

I suoi legali difensori, gli avvocati Luigi Troja, Alfonso Neri e Salvatore Pennica smontano la tesi dell’inceppamento della pistola, ed hanno chiesto al giudice di riqualificare l’accusa da tentato omicidio a minaccia.”Non voleva uccidere”.

La moglie Antonina Pullara, 44 anni, in un primo momento finita ai domiciliari con l’accusa di detenzione di arma clandestina, è stata rimessa in libertà dallo stesso pubblico ministero. Scagionata da un poliziotto e un finanziere, fuori servizio e presenti nella zona, i quali, hanno raccontato che la donna ha tentato di disarmare il marito.

Filipazzo, nei giorni precedenti sarebbe stato picchiato dai titolari della macelleria, e avrebbe denunciato l’episodio, lunedì mattina la decisione di vendicarsi, portando con se la pistola.

 

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