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Sequestrato pescato ed attrezzature. Peschereccio empedoclino sanzionato

Appena entrato in porto ad un motopesca sequestrati prodotti ittici pescati all’interno dell’area soggetta a restrizione. Sotto sequestro anche gli attrezzi da pesca principali di tipo rete a strascico, nonché è stata elevata una sanzione amministrativa.
A portare a termine la significativa attività di contrasto alla pesca illegale, nei confronti di un’unità che ha effettuato strascico nell’area denominata “ad Ovest del Bacino di Gela”, all’interno del quale tale attività è vietata, sono stati gli uomini della Capitaneria di porto – Guardia costiera di Porto Empedocle, facenti parte dell’equipaggio della motovedetta CP 849, in attività congiunta con l’equipaggio della M/V CP 292, sotto il coordinamento del reparto operativo – Centro controllo area pesca della Direzione marittima di Palermo.

I militari sono entrati in azione a seguito dell’individuazione dell’unità navale in attività di pesca all’interno dell’area in questione, per mezzo del sistema di monitoraggio remoto del traffico navale satellitare in uso alla sale operative dei Comandi Guardia costiera di Palermo e di Porto Empedocle.
La Guardia vostiera, in ottemperanza alla vigente normativa nazionale e comunitaria, pone particolare attenzione alla tutela degli habitat ittici essenziali agli ecosistemi marini vulnerabili e, in particolare, alle disposizioni del Regolamento dell’Unione Europea, entrato in vigore nel luglio del 2019, che istituisce un piano pluriennale di gestione per le attività di pesca che sfruttano il nasello europeo e il gambero rosa mediterraneo nel Canale di Sicilia, che ha sancito il divieto di pescare con reti a strascico in tre “aree di restrizione”, tra cui rientra la già citata Area “ad Ovest del Bacino di Gela”, poiché un sistema di pesca non selettivo.

L’operazione di polizia marittima ha portato, con l’impiego congiunto di mezzi navali e pattuglie terrestri intervenute in banchina al rientro del motopesca in porto, al sequestro del prodotto ittico pescato all’interno dell’area soggetta a restrizione, al sequestro degli attrezzi da pesca principali di tipo rete a strascico a carico del motopesca, nonché alla contestazione di illecito amministrativo di un importo pari a 2.000 euro.
Inoltre, avendo pescato in zone e tempi vietati è prevista la pena di decurtazione di 6 punti al titolare della licenza di pesca e al comandante dell’unità da pesca.
Giova ricordare che nelle aree soggette a misure di restrizione pesca, il transito dei motopesca deve avvenire con rotte dirette e ad una velocità costante non inferiore ai sette nodi, fatti salvi i casi di dichiarate e comprovate cause di forza maggiore, che dovranno essere prontamente comunicati alla competente Autorità Marittima.

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