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Antonio Ferrante (Pd) su rientri fuorisede in Sicilia: «Priorità nei rientri, voli dedicati e quarantena in albergo. Musumeci ascolti»

«Con la “fase due” alle porte, la Sicilia resta “chiusa” non solo agli arrivi da altre regioni ma anche ai rientri dei tanti siciliani rimasti fuori regione durante il periodo del lockdown, per i quali permane il divieto di ritornare nelle proprie residenze e nei propri domicili. Già durante la cosiddetta fase uno abbiamo riscontrato un atteggiamento di chiusura indiscriminato da parte del governo regionale, ricordo il divieto di consegne a domicilio nei giorni festivi, che oltre a non incidere sul contenimento degli spostamenti ha aggravato ulteriormente la situazione economica di tanti imprenditori del settore. Così oggi, all’alba della fase due, Musumeci decide di chiudere indiscriminatamente l’isola, addirittura ai suoi stessi abitanti rimasti fuori regione. E ciò senza provare quantomeno a individuare un piano di rientri in grado di garantire la sicurezza, rispetto ad eventuali contagi, del resto dei siciliani».

A dirlo è Antonio Ferrante del Partito democratico, che commenta la decisione da parte del governo Musumeci di chiudere l’isola a qualunque arrivo dall’esterno della regione, residenti compresi, contro cui si è già espresso anche il parlamentare regionale del partito democratico Nello Di Pasquale.

«Musumeci – continua Ferrante – forse non sa che tra i tanti siciliani fuorisede ci sono giovani i cui genitori hanno perso il posto di lavoro o sono in cassa integrazione e non possono più sostenerli economicamente o lavoratori stessi licenziati, sospesi o in cassa integrazione che rischiano di finire sotto i ponti in qualche altra regione e altri ancora al quale il governo regionale, se non si introduce un piano di rientro programmato, dovrà rendere conto e ragione una volta cessata l’epidemia. Sin dall’inizio è stata nostra volontà contribuire per rendere meno drammatica l’emergenza che stiamo vivendo, così oggi, di fronte all’assurdità di sapere che a tanti siciliani verrà indiscriminatamente vietato di far ritorno nelle loro case, proponiamo al governo un piano di rientro che preveda criteri di priorità, a partire dalle condizioni di salute e da quelle economiche, trasporti dedicati e quarantena obbligatoria in strutture alberghiere. Introducendo questo piano riconosceremmo il diritto sacrosanto al rientro dei fuorisede secondo criteri di necessità, eviteremo il rischio di eventuali contagi e, attraverso le quarantene per piccoli gruppi in strutture ricettive, anche un sostegno ad un settore fondamentale in attesa della riapertura totale».

«Se Musumeci – conclude Ferrante – non ritiene efficace il nostro piano, ne presenti un altro, ma non resti a guardare come la vedetta dall’alto del suo fortino, lasciando fuori tanti siciliani. In caso contrario se ne assuma la responsabilità davanti a loro, ai loro cari e a tutti noi».

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