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Canicattì, i commercianti del settore parteciperanno a Risorgi Italia – Ho.re.ca. Unita, flashmob di ristoranti e pub per dire di “no” alle norme del governo.

Salve sono uno dei titolari di un locale di Canicattì che aderisce alla sensibilizzazione. nei giorni 28 e 29 aprile noi ci saremo i locali dei settori interessti- SARACINESCHE ALZATE E LUCI ACCESE FLASHMOB DI RISTORANTI PUB PER DIRE ‘NO’ A NORME SUICIDE… Caro PAPA’ CONTE i figli devono essere TUTELATE. noi vogliamo rispetto   In questo periodo così complicato dove questo VIRUS ha cambiato le nostre vite, annullando tutti i rapporti interpersonali e danneggiando le persone nelle loro certezze e nelle loro speranze.   Siamo un gruppo di cosiddette PARTITE IVA, aziende che rappresentano la gran parte del tessuto connettivo della nostra economia che danno lavoro a tante persone. Persone, che hanno famiglie, che, mai come in questo momento, hanno bisogno di aiuto, di supporto, di attenzione, ma anche di fatti concreti e di impegni da parte delle Istituzioni. “Al ristorante, in un locale notturno, al bar si va sicuramente per mangiare o per bere qualcosa di buono ma soprattutto per vivere un’esperienza di socialità, di convivialità che con le misure previste dal governo andranno perse del tutto. Lavoriamo 7 giorni su 7 insieme ai nostri dipendenti, con i quali abbiamo un rapporto che va oltre il professionale” e  “ Sia chiaro che non cerchiamo assistenzialismo : le misure previste per l’eventuale riapertura di maggio, se non collegate a tutele economiche, quali cassa integrazione fino a Dicembre 2020 e moratoria sugli affitti e sulle utenze, ci costringeranno a licenziare, se non a chiudere del tutto, le nostre attività. Come possiamo mantenere gli stessi costi di una situazione di normalità sapendo che i nostri locali saranno a produttivi al massimo al 30%?”  Nessuno di noi riaprirà per suicidarsi con le tue misure. Se le misure le decidi tu, la tassazione e le misure economiche le decidiamo noi: altrimenti dimenticatevi del nostro 30% di pil più l’indotto dato da noi che restiamo casa” La possibile riapertura del 18 maggio rappresenta un lasciare nuovamente soli i ristoratori, i baristi e tutti gli addetti del settore “Ci volete far aprire per scaricare ancora una volta tutti i problemi su di noi per poi abbandonarci di nuovo? Se lo dimentichi! […] In Italia, il fatturato prodotto dal mondo Ho.re.ca è di 87 miliardi (*fonte osservatorio nazionale distributori HO.RE.CA 2018/2019) con circa 500.000 attività commerciali che impiegano circa 1.500.000 dipendenti incluso l’indotto di forniture e servizi. Si prevede purtroppo che un locale su due dovrà chiudere o ancora peggio verrà ceduto a pochi euro a chi magari vuole riciclare denaro sporco. Il sostegno della collettività è necessario nell’interesse comune ed è impensabile immaginare una società in cui crolli l’attività produttiva della piccola impresa ma resti tutto invariato per la componente politica, amministrativa e burocratica: se falliscono queste attività, le conseguenze coinvolgeranno tutti.
“Pensate di metterci il cappio al collo con altre regole e spese insostenibili per le sanificazioni obbligatorie per riaprire le nostre attività?
Ma chi li ha i soldi per sostenerle? I vostri controlli non possono e non devono più essere truffe legalizzate per continuare ad affamarci. Noi siamo, se ancora non è chiaro, la parte più produttiva di questo Paese e non ve lo permetteremo più”. il mondo del settore Ho.Re.Ca non ce la fa più a tenere in piedi il paese Italia, manca un presupposto fondamentale nei nostri riguardi, il rispetto.
Il rispetto che ora, da ora in poi, noi pretendiamo da voi.
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E’ un grido di rabbia quello che arriva dal settore di ristorazione e beverage alla vigilia della fase 2. Un grido al quale i ristoratori hanno deciso di dare ancora più voce attraverso un flashmob, a distanza, ma tutti uniti.                             Martedì 28 aprile è in programma una manifestazione dl titolo “Risorgi Italia” che coinvolgerà i ristoratori, i baristi e i pasticceri su tutto il territorio nazionale. Il tutto si svolgerà alle ore 21. “Invece di abbassare le serrande, come avviene di solito nelle proteste dei commercianti, noi le alzeremo invitando il Governo a prendere subito in considerazione misure a sostegno di uno dei comparti della nostra economia tra i più strategici, onde evitare che tanti di noi non avranno più la possibilità di alzarle di nuovo perché fallliti
Anche a Canicattì i commercianti del settore parteciperanno a Risorgi Italia – Ho.re.ca. Unita”
Martedì 28 aprile apriranno i loro locali, ma non al pubblico, e consegneranno le chiavi dei propri esercizi commerciali al sindaco Ettore Di Ventura affinchè a sua volta le consegni al premier Conte in segno di protesta.“ Il 28 ci sarà questa iniziativa: ognuno di noi aprirà il proprio locale, accenderemo le luci, apparecchieremo simbolicamente un tavolo,per l’ultima sera metteremo sottofondo l’INNO di Mameli e, chi vorrà  farà un video o una foto dicendo, se vuole, cosa pensa e lo pubblicherà sui social network. l’indomani prenderemo le chiavi e le porteremo al sindaco
Ecco perché il 29 APRILE, la mattina dopo aver acceso per la ultima volta le luci, andremo  davanti il comune a consegnare le chiavi dei propri locali. Sebbene noi vogliamo fortemente aprire e tornare al proprio lavoro, oggi non ci sono i presupposti economici per poterlo fare: “In sintesi ci stanno chiedendo di aprire con gli stessi costi, se non più di prima della emergenza epidemiologica, con una previsione di incassi nella migliore delle ipotesi pari al 30% sull’anno precedente” affermano.Il Sindaco sarà invitato a spedire le chiavi al governo per farle recapitare a Conte con una lettera breve ma chiara. Nessuno di noi riaprirà per suicidarsi con le tue misure. Se non vengono presi seri provvedimenti NOI RESTIAMO A CASA
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