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Uccise il figlio con una coltellata, scarcerato pescatore empedoclino

Il pescatore empedoclino Pietrino Falzone, di 63 anni, che nel maggio di cinque anni fa ha ucciso il figlio Marco di 24 anni con una coltellata, è stato scarcerato, così come ha disposto il Tribunale di Sorveglianza di Palermo. I giudici hanno disposto nei suoi confronti alcune prescrizioni legate ad orari di rientro, ma potrà tornare a lavorare sul peschereccio.

L’empedoclino era stato condannato a 6 anni e 2 mesi di reclusione per omicidio, al termine del processo celebrato con il rito abbreviato. Due anni fa era stato arrestato dai poliziotti del Commissariato “frontiera” di Porto Empedocle, in esecuzione di un  ordine di esecuzione per la carcerazione, emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte D’Appello di Palermo, con il quale l’uomo doveva scontare 5 anni, 1 mese e 2 giorni di reclusione. Con 2 anni d’anticipo è stato rimesso in libertà.

“Mi detti na cutiddata” (mi ha dato una coltellata). E’ la frase ricavata dalla registrazione della telefonata effettuata la notte tra il 26 e il 27 maggio scorso, alla sala operativa del 118, con la richiesta di un intervento urgente al piano terra, di uno stabile di via Filippo Turati, nel quartiere dei Grandi Lavori, a Porto Empedocle.

A pronunciarla prima di perdere completamente conoscenza, il ventiduenne empedoclino Marco Falzone. Pochi secondi prima il giovane era stato colpito a morte con una coltellata dal padre Pietrino, reo confesso dell’omicidio.

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