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Agrigento, gli operatori del turismo scrivono al Prefetto

Eccellenza Illustrissima,
Le scriviamo in nome dell’intero comparto Turistico della provincia di Agrigento e, per estensione, in
rappresentanza delle migliaia di lavoratori del settore e delle decine di migliaia di operatori e collaboratori
dell’indotto che ruota attorno al Turismo.
Appare francamente difficile esprimere compiutamente la reale profondità della crisi nella quale tutti noi
siamo piombati a causa delle crisi del Covid-19.
Se realtà territoriali molto più salde della nostra gridano all’emergenza, nell’agrigentino la soglia si è già
ampiamente superata ed il futuro appare gravemente compromesso.
Infatti, dopo il consueto lungo inverno della bassa stagione, quest’anno le strutture turistiche hanno dovuto
rinunciare ad una primavera che da sempre costituisce la prima indispensabile boccata di ossigeno.

Per meglio chiarire il concetto, è venuto a mancare quella prima parte di introiti che avrebbe consentito di far
fronte a tanti impegni economici pregressi e di iniziare a programmare la nuova stagione.
Né nel nostro territorio l’auspicabile progressiva fine del lockdown prospetta circostanze migliori.
Le regole del distanziamento sociale, il fatto che dovremo aspirare nel migliore dei casi ad un turismo di
prossimità, il prevedibile costo suppletivo per presidi medici e sanificazioni, rendono il futuro del Turismo
straordinariamente incerto.
Tutti gli analisti concordano che il Turismo sarà l’ultimo settore a potersi riprendere da questa crisi.
Ed in un contesto così fosco, la verità è che l’intero comparto si sente completamente abbandonato dalle
Istituzioni.
I provvedimenti a favore delle imprese, che comunque per quelle del settore turistico sono assolutamente
insufficienti, stentano persino ad iniziare a concretizzarsi.
Il Turismo della provincia di Agrigento, storicamente l’ultima provincia d’Italia, è oggi in un tunnel del quale
non si accenna a vedere la fine.
Ci si chiede allora come sia possibile che nessuno più si ricordi che molte strutture saranno sicuramente
destinate a chiudere i battenti ed a licenziare numerosi dipendenti con proprie famiglie a seguito.
Vale la pena evidenziare che la chiusura delle strutture turistiche sarebbe certamente causa del ritorno a
quella desertificazione economica e sociale che da sempre costituisce il vulnus della nostra terra.
Chiediamo quindi a Sua Eccellenza di volere intervenire con la Sua autorevolezza facendosi così portavoce
del nostro disagio presso lo Stato e la Regione Sicilia ed i comuni della provincia affinché emanino
provvedimenti efficaci a sostegno del Turismo, con aiuti diretti alle aziende, e, contestualmente, di voler
sensibilizzare gli istituti di credito affinché diano piena ed agile applicazione dei provvedimenti già adottati
dalla Legge.

Con Osservanza,

Firmato

Vittorio Messina, Francesco Picarella, Francesco Di Natale, Antonio Siracusa, Giuseppe Pullara, Paolo Pullara,
Liliana Magro, Emanuele Farruggia, Domenico Vecchio, Giovanni Lopez, Carmelo Cantone, Fabrizio La Gaipa

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