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Coronavirus, sono 9 gli agrigentini morti lontano dalla Sicilia

Una infermiera Lidia Liotta 55 anni, di Sciacca, residente in provincia di Bergamo è deceduta dopo essere stata contagiata da Covid-19. Viveva nella città lombarda con il marito, dipendente del comune di Villongo, e una figlia di 20 anni. Lidia lavorava presso “Villa Serena”, una RSA (Residenza Sanitaria Assistita) situata nel comune di Predore, nella Bergamasca.
Il Coronavirus nella struttura si è diffuso rapidamente. La saccense, che ha continuato a lavorare per non abbandonare gli anziani ospiti, giorni fa si è sentita male. Ricoverata d’urgenza all’ospedale di Ome, nel Bresciano, la sua situazione è di ora in ora peggiorata, con gravi conseguenze polmonari, che l’hanno portato al decesso.

Sale a 8 il numero delle persone nate in provincia di Agrigento e decedute per il Coronavirus fuori dall’Isola. Il primo è stato un quasi settantenne di Cianciana, stessa tragica sorte è toccata a poco più che cinquantenne di Santa Elisabetta residente a Bergamo, morto in un ospedale di Milano.
Altri decessi un licatese al Nord e un favarese quarantenne a Bruxelles. Poi la morte di un impiegato postale di Grotte di quasi sessant’anni, residente a Merate, in provincia di Lecco.
Poi un ottantenne di Aragona, impiegato di banca in pensione, in un paesino dell’Emilia Romagna dove viveva da parecchi anni, e Camillo De Luca, di Canicattì, residente a Merate in provincia di Lecco. E adesso l’infermiera saccense.

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