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Lavori pubblici: i dati 2019 dell’Osservatorio Bandi (ONSAI) del Consiglio Nazionale degli Architetti

Primi segnali di ripresa secondo l’ONSAI, l’Osservatorio Nazionale sui Servizi di Architettura e Ingegneria del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. La crescita più evidente riguarda la Sicilia, che  registra, nel 2019, un incremento di incarichi di progettazione a liberi professionisti di circa il 64% rispetto al 2018. Tali dati sono particolarmente significativi perché  segnano una inversione di tendenza, in un ambito territoriale che, negli ultimi lustri, ha registrato una notevole crisi del settore dei lavori pubblici. L’elemento di rottura rispetto al passato potrebbe essere riferito all’avvenuta adozione, in Sicilia, dei Bandi tipo per i concorsi e per i servizi di progettazione, con  il decreto dell’Assessore Regionale alle Infrastrutture ed alla Mobilità (D.A. 30/gab On. Falcone del 5 dicembre 2018), che ha di fatto dotato le stazioni appaltanti che operano sul territorio regionale di idonei strumenti per ricorrere più facilmente ai concorsi di progettazione ed agli incarichi a liberi professionisti.

 

I segnali positivi, che interessano l’intero territorio nazionale, sono stati rilevati dall’ONSAI che, a seguito delle segnalazioni pervenute dagli addetti ai lavori e delle attività di ricerca svolte dalle Unità Locali della Rete degli Ordini, ha esaminato 330 bandi per l’affidamento di servizi di architettura e ingegneria, registrando un  progressivo miglioramento, rispetto ai dati rilevati negli anni passati, anche se non mancano alcuni dati in controtendenza.

 

“ I dati rilevati –  ha affermato  Rino La Mendola, Vicepresidente del Consiglio Nazionale degli e Coordinatore dell’Osservatorio – continuano a segnare per il 2019 un trend positivo, determinato probabilmente dalla progressiva adozione, sul territorio nazionale, dei bandi tipo          e dall’applicazione di nuovi dispositivi introdotti dal nuovo codice dei contratti e soprattutto dal decreto correttivo, varato nel 2017, che ha recepito una serie di emendamenti proposti dal Consiglio Nazionale degli Architetti e dalla Rete delle Professioni Tecniche. Ad esempio, come si evince dai grafici allegati (figure 1 e 2), per la criticità relativa all’errato calcolo dei corrispettivi posti a base di gara, rispetto ai dati rilevati nel 2017 (47%) e nel 2018 (38%),  è stata rilevata una percentuale ridotta al 22%;  per la mancata motivazione per il ricorso al fatturato,  quale requisito per  partecipare ad una gara, rispetto ai dati rilevati nel 2017 (45%)  e nel 2018 (17%),  è stata rilevata una percentuale del 14%. Ed ancora, per il 2019, sono stati rilevati dati che dimostrano l’azzeramento percentuale della criticità relativa alla richiesta di una cauzione provvisoria (non dovuta)  ai concorrenti per partecipare alle gare di progettazione; criticità che, nel 2017, aveva  fatto registrare una percentuale del 9%”.

 

Non mancano tuttavia i dati in controtendenza, che dimostrano quanto lungo sia ancora il percorso per colmare le lacune di un quadro normativo, ancora orfano di un  compiuto regolamento attuativo del codice dei contratti.

 

L’Osservatorio ha infatti rilevato per il 2019, nel 10% dei bandi esaminati, la mancata osservanza  dell’art. 23 comma 2 del codice dei contratti, che, in relazione alla tipologia delle opere da realizzare, avrebbe imposto il ricorso al concorso di progettazione in luogo del semplice servizio di architettura e ingegneria. Inoltre, rimane ancora alta (35%) la percentuale dei bandi in cui la divisione in categorie dell’importo dei lavori risulta errata; così come la percentuale dei bandi in cui si rileva il mancato ricorso alla soglia di sbarramento del punteggio tecnico (27%) o a  formule calmieranti dei ribassi (24%), al fine di privilegiare, negli affidamenti di servizi di architettura e ingegneria, l’offerta tecnica rispetto a quella economica.

 

In merito all’adozione delle procedure di affidamento di  Servizi di Architettura e Ingegneria (vedi allegato figura 3) , l’ONSAI ha inoltre rilevato, per il 2019, un  maggiore ricorso  alle procedure aperte, per una percentuale pari al  62% (41% nel 2018); una riduzione percentuale delle procedure negoziate, pari al 35% (51% nel 2018); mentre le procedure ristrette  mantengono un valore ridotto pari al 5% (3% nel 2018).

 

“I dati rilevati, conclude il Coordinatore dell’Osservatorio, impongono un’accelerazione per la redazione del regolamento, introdotto dal cosiddetto “decreto sblocca cantieri” (DL 32/2019, convertito in legge 55/2019) quale  provvedimento unico di attuazione del codice dei contratti, con l’auspicio che questo possa colmare le lacune del quadro normativo in vigore, rilanciando la centralità del progetto nei processi di trasformazione del territorio, garantendo riferimenti chiari e certi agli addetti ai lavori e promuovendo l’apertura del mercato ai liberi professionisti di talento, anche se non in possesso di grossi fatturati e di strutture con un numero notevole di dipendenti”.

 

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