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Sicilia, centrodestra nel caos: il vertice si rivela un flop

Un vertice di maggioranza che si è rivelato un flop, a riprova della tensione altissima nel centrodestra siciliano. Sia i centristi di Saverio Romano, sia Raffaele Lombardo, sia il commissario della Lega Stefano Candiani (ufficialmente per impegni parlamentari) hanno disertato il vertice di centrodestra convocato giovedì scorso da Gianfranco Miccichè, leader di Forza Italia, per discutere delle amministrative. In una nota, Romano va adesso giù durissimo contro Miccichè, pur non nominandolo: “È fin troppo ovvio che i tentativi posti in essere da altri soggetti che non siano Musumeci per discutere di elezioni amministrative, in queste condizioni non possono vederci presenti e saranno costrette a naufragare, soprattutto se volute da chi ritiene ancora di esercitare un ruolo di leadership che non gli riconosciamo”. Romano si rivolge direttamente a Musumeci, definito “unico  elemento di sintesi della coalizione”. “L’ho visto e gli ho chiesto – dice Romano – un vertice tra i partiti che lo hanno eletto. In Sicilia la coalizione di centrodestra se non è un valore non può nemmeno essere una camicia di forza”. Secondo l’ex ministro centrista “le elezioni Europee del 2019 ed i continui spostamenti del ceto politico, unitamente all’inesistente dialettica all’interno della coalizione, hanno determinato uno stato di fibrillazione che più volte si è manifestato, soprattutto nel Parlamento regionale, condizionando e rallentando provvedimenti urgenti e necessari. Ne è riprova l’esercizio provvisorio e le tante riforme promesse ai siciliani ma ferme al palo”.  Il centrodestra è in tilt: negli ultimi giorni l’intervento di Musumeci per costringere l’ex deputato forzista Franco Mineo, fedelissimo di Miccichè citato dai pm come amico di un boss dell’Arenella, a dimettersi dal ruolo di dirigente esterno nel gabinetto dell’Agricoltura. In questo clima, l’Ars è paralizzata, Il rimpasto di giunta è bloccato (proprio i centristi o i forzisti dovrebbero rinunciare a un posto) e non c’e Intesa in alcun comune coinvolto dalle elezioni di primavera, fra cui Agrigento e Marsala.

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