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Agrigento, traffico illecito di alcolici: chiuse le indagini per 27 indagati

Notificati 27 avvisi di conclusione delle indagini preliminari, atto che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, ad altrettanti soggetti, coinvolti nell’operazione denominata “Criminal Drinks”, su un vertiginoso volume d’affari, per milioni e milioni di euro, architettato ad hoc da un gruppo criminale, a carattere transnazionale, aggirando accise, Iva e altre imposte, che attraverso la creazione di depositi fiscali fittizi, gestiva un traffico illecito di prodotti alcolici.
Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Antonella Pandolfi, sono state svolte sul campo dalla Guardia di finanza, per una presunta frode di oltre 200 milioni.
L’inchiesta ha già portato, in altri stralci processuali, a otto patteggiamenti, con pene dagli 8 mesi di reclusione ai 3 anni e 8 mesi. Inoltre, 4 soggetti sono stati già condannati in primo grado, in sede di rito abbreviato, con pene dai 3 anni e 6 mesi di reclusione a 5 anni.

L’indagine ha consentito di individuare un’associazione per delinquere, a carattere transnazionale, dedita alle frodi fiscali perpetrate mediante movimentazioni fittizie di prodotti alcolici all’interno dell’Unione Europea, al fine di evadere l’accisa sfruttando il regime di sospensione di imposta previsto per le movimentazioni di prodotto tra depositi fiscali. Il deposito di alcolici c’era davvero, in corso Vittorio Veneto a Favara. Così come c’erano gli ordini inviati telematicamente alle ditte in Francia e in Inghilterra. Nulla però partiva dall’Estero, nulla arrivava a destinazione, e il deposito dell’Agrigentino, ma lo stesso vale per altri depositi “fantasma” localizzati nella Penisola, restava sempre vuoto.

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