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Canicattì, ospedale privo di tele consulto radiologico. L’intervento di Carmelo Pullara

“L’ospedale Barone Lombardo di Canicattì ad oggi risulta ancora sprovvisto di metodica per il teleconsulto radiologico.

Si avvii un’attività di verifica per comprendere le motivazioni di tanto ritardo”.

A chiederlo alla direzione aziendale dell’ ASP di Agrigento è stato il deputato regionale l’On. Carmelo Pullara, capogruppo popolari e autonomisti all’ Ars.

“Ho chiesto-dichiara Pullara- alla direzione aziendale dell’ASP di Agrigento nella persona del Dott. Mazzara, oggi direttore generale facente funzioni, coadiuvato dal Direttore sanitario Dott. Mancuso di attivare una verifica finalizzata ad accertare il perché presso l’ospedale Barone Lombardo di Canicattì ad oggi non sia stata ancora attivata la necessaria metodica per il teleconsulto radiologico che viene effettuato in particolar modo per i problemi neurologici e neochirurgici.

Purtroppo -continua il deputato regionale- spesso qualche operatore distrae l’attenzione della direzione verso progettualità forse irraggiungibili piuttosto che verso quelle basilari per la sicurezza del paziente che rappresentano la giusta risposta di sanità.

Quando si verifica un caso dove è necessario un consulto neurologico e neurochirurgico -spiega Pullara-un’ambulanza parte con un dischetto per farlo visionare alla neurologia o neurochirurgia competente per bacino, che è quella di Caltanissetta, e si ha la risposta soltanto al ritorno. Consideriamo quanto tempo si perde, quanto denaro viene sperperato e quanta distrazione di personale e mezzi comporta.

Ricordo che questa possibilità era inserita nel nuovo contratto di gara, lo ricordo dalla mia precedente attività, e non capisco come ancora non sia stata avviata ad oggi. Infatti ho chiesto alla direzione sanitaria di verificare chiedendo relazione al direttore sanitario del P.O. di Canicattì il Dott. Augello e al direttore del dipartimento di radiologia dell’Asp di Agrigento Dott. Trigona, quale siano state le cause e perché ad oggi tutto questo non sia stato risolto, causando ricadute nei confronti della salute dei pazienti.

Non si comprende come mai Canicattì , che ha tra l’altro un pronto soccorso importante e serve un grosso comprensorio di comune, ad oggi ne sia stata privata.

Ricordo a me stesso che il pronto soccorso di Canicattì ha un elevato numero di accessi e serve un ampio comprensorio.

Ho chiesto-conclude Pullara- alla direzione, che probabilmente non era informata, di attivarsi, verificare e capire di chi sono state le inadempienze e i ritardi perché, una volta per tutte,non si possono registrare episodi in cui anche i pazienti ne possono pagare in prima persona le conseguenze “.

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