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Canicattì, la polemica sui debiti del comune. L’intervento del Comitato Civico 2021

Questo Comitato Civico 2021 che resta molto attento allo sviluppo della dialettica politica locale dopo le dure contrapposizioni tra l’Assessore alle finanze, un giornalista pubblicista e il Sindaco decide di intervenire  non per sostenere le ragioni dell’uno o dell’altro ma per ristabilire la memoria storica dei fatti economico finanziari del Comune.

La presente  non è dettata da un fatto estemporaneo ma da un’analisi storica attraverso gli atti prodotti e pubblicati dal Comune e dalle pubblicazioni giornalistiche. Da tale contesto abbiamo avuto modo di constatare  che, a parte il tono un po’ duro utilizzato dal giornalista in specie il Dott. Cesare Sciabbarrà,  nel merito non si può dire che abbia torto.

Il debito dell’Ente da dove ha origine , perché nasce e come deve essere pagato , la risposta a questi perché rappresenta la soluzione alla dialettica contrapposta.

Per Sintetizzare, si può affermare che la maggior parte del debito del Comune attiene alla fornitura di energia elettrica, alle indennità di esproprio ed ai debiti accumulati dal settore rifiuti.

  • Perché è nato il debito per la fornitura elettrica e chi sono i responsabili ? dall’analisi storica degli atti risulta che il debito nasce perché sono stati firmati dei contratti, con i vari fornitori ( Edison, ENEL ,  capestro, gli stessi prevedevano delle tariffe superiori a prezzi di mercato e con l’obbligo del pagamento entro trenta giorni , tempo che l’Ente non si poteva permettere, la penale era, per sintetizzare, l’aumento del costo di circa il 35%, se a sua volta non si pagava entro altri 60 giorni il debito veniva passato ad una banca finanziaria che a sua volta lo aumentava di altro 40% , quindi i costi nel giro di qualche mese  si raddoppiava. Per memoria tale stato parte dalla Giunta Scrimali di cui l’Assessore Messina faceva parte.

Quindi di un costo base di circa € 2.000.000,00 si è arrivati ad un debito di circa € 7.000.000,00 , considerando i vari aumenti e gli interessi.

Logicamente questo è un danno che doveva essere addebitato ai Dirigenti pro-tempore che hanno prodotto il danno firmando contratti capestro. Le varie amministrazioni, molto probabilmente non hanno rilevato le responsabilità forse pensando di potere essere coinvolte, ivi compreso l’Ass. Messina, però i responsabili erano i dirigenti che hanno firmato;

  • Le indennità di esproprio sono state le vere cause del fallimento economico-finanziario dell’Ente infatti rappresentano i maggiori debiti a parte quelli pagati, questi debiti nascono dalla Giunta Cammalleri, hanno continuato con la Giunta Scrimali, di cui l’Ass. Messina faceva parte, in misura minore, con la giunta Corbo. Per onesta intellettuale bisogna dire che dagli atti del Comune, fatta attraverso l’analisi delle deliberazioni del Consiglio Comunale per il riconoscimento dei debiti fuori bilancio, ci si accorge che il Sindaco Corbo ha fatto pagare circa € 14.000.000,00 di debiti non imputabili alla sua gestione, quindi alla fine ha fatto pagare più debiti di quelli prodotti.

Si legge che l’Avvocatura Comunale ha perso cause per circa € 15.000.000,00 , la maggior parte da imputare ad indennità di esproprio.

Anche in questo caso le somme andavano recuperate sia nei confronti di chi ha usufruito  dell’area espropriata si nei confronti dei dirigenti pro-tempore o, in caso di accertata responsabilità, nei confronti dell’Avvocatura( su cui si farà una successiva riflessione). L’Ass. Messina non ha esercitato nessuna azione di recupero per quel periodo;

  • I debiti del settore rifiuti , da tutte le pubblicazioni si evidenzia che il debito deriva in primis dalla mancata riscossione della tassa sui rifiuti , per quello che si sente l’Ente riscuote non più del 50% del costo per la raccolta e smaltimento dei rifiuti, e dell’errato pagamento fatto nel tempo, in parte anche nel periodo della Giunta Scrimali di cui “sempre” l’Assessore Messina faceva parte, alla Società Dedalo Ambiente s.p.a.

Quella della Società Dedalo Ambiente spa è una storia particolare infatti , da quello che risulta dal contesto degli atti pubblicati ,  addirittura il Sindaco Corbo aveva iniziato un percorso di recupero delle somme , conseguentemente aveva bloccato tutti i pagamenti. Da quello che si legge, l’Avvocatura Comunale e quindi, molto probabilmente, l’Assessore alle Finanze ovvero l’Ass. Messina hanno interrotto o meglio non hanno ritenuto di continuare il percorso del Sindaco Corbo nel recupero delle somme che “sembra” siano stata pagate in più alla predetta società, che “sembra” siano circa € 7.000.000,00.

Comprendiamo che per l’Ass. Messina sarebbe stato doloroso intraprendere un’azione di recupero nei confronti di una società di cui uno dei presidenti è stato espresso proprio dall’Amministrazione Scrimali, Il presidente dal 1 gennaio 2003 al luglio del 2006 è stato il Dott. Pietro Montanti espressione del PDS, però recuperare dei fondi non dovuti sarebbe stato un dovere civico.

Quindi come sinteticamente si evidenzia la maggior parte dei debiti non sono da imputare all’Amministrazione Corbo, che al contrario, se si considera che ha lasciato crediti per circa € 32.000.000,00, non si può non affermare che dal punto di vista economico-finanziaria è stata una buona amministrazione.

Passiamo all’analisi dello stato attuale l’Ass. Messina avrebbe potuto intraprendere un percorso diverso ovvero quello di costituire un gruppo di lavoro per il recupero delle predette somme , come anche quelli non evidenziati vedi oneri di urbanizzazione e costi di costruzione non riscossi, indennità di esproprio, ecc.. ecc…, invece si affida ad un piano di riequilibrio, che a nostro parere, frutto anche di esame di alcuni esperti contabili, non è del tutto coerente con la situazione economico-finanziaria dell’ Ente, questa sarà frutto di una approfondita relazione che sarà trasmessa alla Corte dei Conti. Il piano di riequilibrio , per semplicità di esposizione, in che cosa consiste : nel farsi anticipare delle somme dallo stato, cosiddetto fondo di rotazione; così come disciplinato dall’art. 243 ter del TUEL , la norma sancisce che contestualmente alla concessione del fondo viene stabilità la modalità di rimborso, quindi il Giornalista ha ragione, per ripianare i debiti, così si pagano dei debiti contraendo un altro debito quindi spostando negli anni avvenire e quindi ad altre probabili amministrazioni il peso del pagamento del debito attuale e passato.

Peraltro l’Ass. Messina deve spiegare ai Cittadini oltre ad avere aumentato le tasse a dismisura, provocando così un forte danno alle famiglie e ai commercianti, che cosa ha fatto di altro per il benessere della Comunità.

Quindi quando si sostiene che si è salvato l’ente dal fallimento si sostiene un dato storico sbagliato.

L’Assessore Messina per avere ragione dovrebbe dimostrare che  negli ultimi tre anni non sono maturati debiti, che negli stessi è diminuito il debito ereditato e che è aumentato il livello di riscossione e recupero, allora lo stesso sarebbe da ammirare, ma da quello che emerge , purtroppo non è così.

Bisogna dare atto che la predetta sintetica analisi è nella consapevolezza del Sindaco infatti ha nominato l’ex Sindaco Corbo a presidente del Consorzio Tre Sorgenti , un consorzio che necessita di essere risanato , allora se il Sindaco Di ventura non avesse riconosciuto  doti particolari al Sindaco Corbo, sicuramente, ne lo avrebbe invitato a Cena ne lo avrebbe nominato Presidente del Consorzio Tre Sorgenti. Sarebbe un assurdo sostenere che il Sindaco Corbo ha prodotto il disastro del Comune e poi essere nominarlo come esperto per risanare un Ente. Quindi, ancora una volta il giornalista “imprudente” ha ragione.

Egregio Assessore Lei potrebbe accusare il sottoscritto di essere stato congiuntamente al Prof. Enzo di Natali e l’Arch. Massimo Muratore, il principale sostenitore della Giunta Di Ventura, questo è vero , ma il progetto “Uniti Per Canicattì” sponsorizzato anche dalla Chiesa , non è nato per nominare Lei Assessore o nominare come Assessore un tecnico che confonde il privato con il pubblico e che risulta denunciata per concorso in abusivismo edilizio, pur essendo innocentisti a prescindere e sicuri che la questione verrà chiarità,  ci induce ad avere delle perplessità. A tal proposito buona prassi vorrebbe che si dimettesse in attesa di chiarire i fatti, invece resiste come se nulla fosse successo.

Il progetto è nato per risolvere i problemi della Città prima fra tutti quelli del disagio, degli indigenti, dei bisognosi; poi le buche, i rifiuti, le bellezze architettoniche della Città, l’economia; insomma un progetto di rinnovamento di totale conversione della Città. Invece ci troviamo con tutti fuori quelli che dovevano essere i protagonisti del rinnovamento e con Lei Assessore alle Finanze con un assessore ai lavori pubblici, denunciato dallo stesso Ufficio tecnico di cui e assessore, e presidente del Consorzio Tre Sorgenti l’ex Sindaco Vincenzo Corbo (logicamente quest’ultimo comprenderà che non c’è nulla di personale, anzi come sopra esposto è stata dimostrata la bontà amministrativa), per concludere con un apparato burocratico nel totale collasso e con una Città alla deriva.

Il Piano di riequilibrio , come affermato dal giornalista, semmai verrà approvato, si tramuterà in un ulteriore debito perché la liquidità verrà utilizzata non per pagare i debiti ma per le spese correnti , visto che non si fanno incassi, così, molto probabilmente, si determinerà un ulteriore debito. Ma tanto Lei non sarà più assessore che cosa gli può interessare ?

Nella speranza che il Sindaco prenda coscienza e ritorni a riprendere il percorso del rinnovamento almeno per la fine della legislatura.

 

IL SEGRETARIO

Calogero Giarratana

IL PRESIDENTE

Giuseppe Giardina

Pubblicità Lirenas Gas

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